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Operai irregolari in tintoria Arriva lo stop alla Superlativa
Si sono dimostrate fondate le accuse dei lavoratori in sciopero, poi dispersi Ieri una manifestazione a Firenze contro i metodi usati dalla polizia a Prato
prato. Le accuse del sindacato Si Cobas, che da giorni ha promosso un’agitazione davanti alla tintoria Superlativa di via Inghirami denunciando la presenza di lavoratori senza contratto, hanno trovato conferma la scorsa notte all’esito di un controllo della Squadra interforze, che ha accertato la presenza di una quindicina di lavoratori senza contratto, sei dei quali anche senza permesso di soggiorno. Sono stranieri, ma non pachistani. L’attività della tintoria è stata dunque sospesa. Lo ha reso noto lo stesso Si Cobas in una conferenza stampa ieri pomeriggio davanti al Panificio Toscano di via Vannucchi, dopo che in mattinata c’era stata una manifestazione a Firenze, davanti alla sede del Consiglio regionale, per protestare contro i metodi usati dalla polizia per rimuovere un picchetto proprio alla Superlativa e poi al Panificio Toscano.
Intanto prosegue lo sciopero dei 28 lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas davanti al Panificio Toscano. «Resteremo qui fino a quando non otterremo quello che siamo riusciti a ottenere alle tintorie DL e Fada e quello che portiamo avanti anche alla Superlativa e al gruccificio Gruccia Creatio – ha spiegato la sindacalista Sarah Caudiero – Quando eravamo fuori dai cancelli siamo stati aggrediti dalle forze dell’ordine. È incredibile quello che è successo, anziché far controllare se i lavoratori erano regolari. La Superlativa ha chiesto un tavolo di confronto alla Prefettura e aspettiamo che la prefetta risponda e speriamo che possano venire all’incontro con uno spirito diverso al passato e per regolarizzare i lavoratori». Anche il Panificio Toscano, dove davanti alla sede pratese si sono installati gli scioperanti, dichiara la propria disponibilità a organizzare un incontro in Prefettura, dopo le dichiarazioni del segretario del Pd Gabriele Bosi. L’azienda sollecita che all’incontro siano invitate le rappresentanze regionali di Cgil e Uil.
«È indicativo dell’atteggiamento dell’azienda invitare un partito politico e a non invitare un’associazione sindacale – dice Luca Toscano – È qualcosa di inedito; il tavolo si deve tenere, e anche noi abbiamo fatto la stessa richiesta alla Prefettura ma con tutte le organizzazioni sindacali. Siamo disponibili da un anno a questo. Da qui si capisce che c’è un’idea delle relazioni sindacali vecchia di un secolo – continua Toscano – Ci sembrerebbe grave che la Cgil accettasse di sedersi a questo tavolo».
Intanto la Procura ha aperto un fascicolo a carico di Toscano. «A me non è arrivato niente - commenta il sindacalista - e neanche ai lavoratori e a Sarah ma se le denunce riguardano la mia attività sindacale per il fatto di dover dire dove siamo non abbiamo nessun tipo di rimorso. Il dato di fatto è che l’agitazione sindacale è stato l’unico modo per ristabilire le regole lavorative corrette. In questa maniera abbiamo conquistato diritti e per questo noi andremo avanti anche con il disobbedire a dispositivi come la violazione a un foglio di via dove bisogna specificare l’inizio, la fine e il luogo di dove facciamo la nostra attività. Non possiamo accettare l’idea di essere sotto sorveglianza speciale della Questura come se fossimo delle persone pericolose e criminali. Noi che abbiamo riportato la legalità nei luoghi di lavoro. Non possono controllare e considerare materie di tribunale l’attività sindacale». Intanto in segno di solidarietà i lavoratori dell’azienda Koiné distribuiscono due pacchi di acqua agli scioperanti. —
Vezio Trifoni
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