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Il cinema Eden chiude per rinascere più bello

Maria Lardara
Il cinema Eden chiude per rinascere più bello

Eros Ossani, titolare dell’ultima sala rimasta all’interno delle mura del centro, investe 80.000 euro per rifare le 450 poltroncine e l’impianto sonoro

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prato. Quelli storici chiudono il sipario ormai un po’ dappertutto. In controtendenza, il suo invece rifiorisce a nuova vita e si rifà il look. Per tornare ancora più bello e più moderno nell’ultimo scorcio d’estate, il 21 agosto.

Ciak, si ristruttura al cinema Eden. Il patron Eros Ossani investe ancora dentro le mura, in quel gioiellino di sala cinematografica che ha almeno trent’anni di storia. A distanza di dodici anni dall’inaugurazione della multisala di via Cairoli, l’imprenditore innamorato del grande schermo ha trovato nuovi stimoli nella passione del figlio ventottenne Brando, anche lui entrato nell’attività del cinema. E quindi saranno sostituite tutte le 450 nuove poltroncine degli spettatori e largo a un nuovo impianto sonoro, per una spesa complessiva pari a circa 140mila euro: di questi, 80mila provengono dall’investimento privato, il resto arriva da incentivi statali del Mibac (tax credit per la ristrutturazione delle sale).

«Le sale sono luoghi di aggregazione, servizi per la collettività. Ho sempre investito nel mio cinema e continuerò a farlo. Non lo farei se non fossi certo di un ritorno – confessa Ossani – E i numeri del 2018 sono più che soddisfacenti, in linea con il passato».

Aver staccato 45mila biglietti, più o meno gli stessi che nel 2017, è un grande risultato visto il forte calo generale del consumo di cinema in Italia. In questo periodo di lavori in corso non si fermerà però la programmazione: solo la sala 1, da lunedì, è chiusa (quella più grande con 170 posti) mentre le sale 2 e 3 rimarranno aperte con capienze ridotte (una trentina di poltrone a sala).

Il cinema Eden dunque non va in vacanza ma chiude soltanto per rinnovo locali: mercoledì 21 agosto i riflettori si riaccenderanno con la pellicola “Il Re Leone”, il live-action diretto da Jon Favreau ispirato alle avventure di Simba con le voci dei cantanti Marco Mengoni ed Elisa.

L’operazione di rilancio dell’Eden guarda al futuro con la seconda generazione guidata da Brando Ossani, figlio di Eros. Garanzia di salto di qualità per questa piccola multisala del centro storico che strizza alla nuova tecnologia dei proiettori laser. Reduce da un furto che nell’aprile scorso gli portò via un impianto di amplificazione, l’Eden ha il suo zoccolo duro di spettatori fedelissimi, quelli che spesso per scelta rifuggono dai multiplex Omnia Center e Uci.

Ossani parla anche delle politiche culturali della giunta Biffoni. «Negli ultimi anni l’assessore Simone Mangani ha dimostrato grande attenzione per la qualità di un’offerta culturale più legata al cinema, sulle scia dell’interessamento che aveva avuto Anna Beltrame durante la giunta Cenni. Lo dimostra il successo della programmazione dei cartoni animati a ingresso libero durante le vacanze di Natale, quando in sala si vedono per la prima volta tante famiglie con bambini. Così andrebbero spese le risorse pubbliche, per portare le nuove generazioni al cinema».

Ma il proprietario dell’Eden si toglie anche un sassolino dalla scarpa, riferendosi in modo velato forse a festival culturali come “Prato Film Festival”: «L’unico rammarico è che in questi anni ho visto bussare alla mia porta tanti artisti e organizzatori. A loro ho sempre aperto ma poi, quando è stato il momento, queste persone hanno scelto altre strade…». —

Maria Lardara

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