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Prato

guerra tra bande 

Rissa alle Cascine, arrestato il quinto cinese

Paolo Nencioni
Rissa alle Cascine, arrestato il quinto cinese

Un mese fa il ministro Salvini esultò per il fermo di dieci orientali, ma all’appello ne mancano ancora cinque

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prato. Un mese fa, il 6 giugno, il ministero dell’Interno Matteo Salvini annunciò di prima mattina l’arresto di dieci cinesi accusati di aver preso parte a una sanguinosa rissa nel parcheggio delle Cascine di Tavola, in via Traversa del Crocifisso, un regolamento di conti, pare, per il controllo della prostituzione. Ma mentre il ministro faceva il suo annuncio i carabinieri erano sempre alla ricerca dei cinesi destinatari delle ordinanze di custodia. Ne avevano rintracciati due da portare in carcere e uno all’obbligo di dimora. Gli altri sette si erano già resi irreperibili e l’annuncio di Salvini non rese le cose più facili ai carabinieri, facendo comprensibilmente irritare la Procura, che su quell’inchiesta aveva speso un anno di lavoro.

Nel frattempo un quarto cinese è stato individuato dagli investigatori e in questi giorni è spuntato anche il quinto. O meglio, lo hanno rintracciato i carabinieri del reparto operativo, che gli stavano col fiato sul collo da quella mattina del 6 giugno.

Lo rende noto il comando provinciale, che riferisce di aver rintracciato un orientale di 29 anni, Yang Si Wei, originario del Fujian e domiciliato a Prato.

Era uno di quelli più difficili da trovare perché è senza permesso di soggiorno e nelle ultime settimane, saputo che lo stavano cercando, si era rifugiato in un appartamento di via Frascati, dove è stato infine intercettato dai carabinieri, che lo hanno portato nel carcere della Dogaia, a disposizione della magistratura.

Il 4 luglio 2018 lo scontro tra due bande cinesi furono esplosi cinque colpi di pistola calibro 9 mentre le famiglie lasciavano il parco delle Cascine coi bambini al seguito e nelle ore immediatamente successive quattro cinesi (di cui bastonato per caso) si presentarono in ospedale.

All’appello ne mancano ancora cinque. —

Paolo Nencioni

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