La manifestazione
Convitto Cicognini: sit in e striscioni per chiedere la conferma della preside
Prato, martedì 2 trecento firme sono arrivate sulla scrivania del Provveditorato. Nunziata: «Negli ultimi tre anni la scuola è cresciuta di 200 studenti»
PRATO. Alcuni la vogliono a tutti i costi tanto da organizzarsi con raccolte firme e sit in fuori dai cancelli, altri invece preferiscono prendere le distanze da una difesa così appassionata della dirigente scolastica. I primi sono tanti, i secondi sembrano essere una minoranza. I primi sono scesi martedì 2 in piazza del Collegio per manifestare a sostegno di Giovanna Nunziata, alla guida del Convitto Cicognini da tre anni. La preside è in odore di scadenza di contratto e, se fosse per lei, rimarrebbe senza problemi al timone della gloriosa scuola che fu di D’Annunzio. Gli incarichi dirigenziali saranno ufficializzati a metà luglio ed è possibile che Nunziata venga dirottata al liceo Livi oppure agli istituti Buzzi e Marconi, tutti orfani di dirigente da settembre.
«Ho chiesto la riconferma al Convitto – ammette Nunziata - e ho inserito anche altre tre sedi esprimibili nel caso in cui non venga riconfermata. Il Convitto richiede un impegno “stakanovista”: la gestione convittuale è un'altra storia». Intanto ieri 300 firme di genitori sono finite sulla scrivania del Provveditorato a corredo di una lettera. E un gruppo di genitori e ragazzi si è fatto sentire a suon di slogan come «La preside non si tocca» e «No al trasferimento forzato».
«Questa onda di solidarietà mi ha davvero meravigliata ed emozionata, non credevo di avere tanto sostegno – ammette Nunziata - Genitori e alunni hanno vissuto dei cambiamenti in questi tre anni. Di sicuro non sono tutti contenti ma non ho mai avuto la pretesa di aver fatto tutto bene. Ho pensato di aver fatto qualcosa per questa grande istituzione e fiore all'occhiello della città. Spero davvero di rimanere qui perché ho ancora alcune cose da completare e mi piacerebbe ultimarle...».
Ma il pensiero della scuola non è unanime sull’operato della preside uscente. Da una parte, ci sono i genitori pro Nunziata che per lettera snocciolano un lungo elenco di interventi compiuti. «Finalmente – dicono - con il suo arrivo abbiamo visto la luce in fondo al tunnel nel quale stava decadendo il Cicognini». Viene riconosciuta alla preside l'iniziativa di aver aperto le porte del Convitto alla città con «numerose iniziative quali festival, rassegne, incontri».E poi le antiche tradizioni riportate in vita come il Ballo delle debuttanti e le Convittiadi. «Non si può pensare – affermano i genitori - che tre anni bastino per apportare cambiamenti».
Dall’altra c’è qualche genitore che, sulla pagina Facebook del Convitto, s’interroga sull’opportunità di sostenere a spada tratta la preside su quello che si presenta come il canale ufficiale della scuola sul social network (in realtà è la pagina gestita dal comitato genitori). E un babbo arriva persino a ricordare persino «l’emorragia di studenti in atto da tempo». Ma la preside rileva un altro trend, specialmente alle superiori. «Ad agosto 2016 il Convitto aveva raggiunto l'autonomia con 620 iscritti. Era nelle sedi disponibili e l’ho scelto: dopo tre anni gli iscritti sono arrivati a 820. Se l'utenza sceglie il Convitto dove si paga una retta annuale non è poco, anche perché tutti gli ordini di scuola sono presenti sul territorio ad eccezione della peculiarità del liceo europeo e dello scientifico internazionale con l’opzione cinese. Questo aumento degli iscritti è molto gratificante per me».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
