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il caso 

I medici sportivi in trincea contro i furbetti del certificato

Vezio Trifoni
I medici sportivi in trincea contro i furbetti del certificato

Magni: «Siamo stati noi a denunciare le irregolarità nel settore non agonistico» Nerini (Uisp): «Chi non vuole fare la visita non si può iscrivere ai nostri corsi»

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prato. Come si fa a procurarsi il certificato di idoneità sportiva non agonistica per partecipare ai corsi delle palestre o delle associazioni dilettantistiche senza fare la visita? Semplice: basta farsi fare un “foglietto volante” da chi non può attestare ciò e da quel momento si potrà ballare, giocare o fare attività a discapito della propria salute e di chi può fare quella attestazione.

«Abbiamo denunciato noi questo modo di operare – spiega Luca Magni, presidente dell’associazione dei medici sportivi di Prato – I certificati medici non agonistici devono essere sottoscritti dai medici sportivi o dal proprio medico di base o da chi è iscritto a un elenco della federazione medica sportiva. Inoltre si possono fare solo in strutture accreditate dalla regione e autorizzate dal Comune. I carabinieri del Nucleo antisofisticazione con cui collaboriamo direttamente hanno verificato strutture non in regola dove venivano fatte visite mediche tra l’altro da chi non poteva fare quel tipo di attestazione».

Infatti la Legge Balduzzi stabilisce che i certificati per l’attività sportiva non agonistica “siano rilasciati dai medici di medicina generale (medici curanti) e dai pediatri di libera scelta, relativamente ai propri assistiti, o dal medico specialista in medicina dello sport”.

Quindi ginecologi, otorini, dentisti, oculisti, ortopedici o psichiatri o altri medici che non siano medici curanti del paziente o medici sportivi non possono fare certificati non agonistici per l’attività sportiva.

«Tra l’altro c’è un altro tema da tenere sotto controllo e noi l’abbiamo già identificato ed è quello dei fisioterapisti – continua Luca Magni – Così come succede per i medici sportivi dove ci sono sanzioni importanti per chi produce certificati falsi. Duemila euro a dottore che saranno riscossi dai comuni, la segnalazione all’ordine e c’è anche l’ipotesi di truffa se l’atleta denuncia il fatto. Tra Firenze e Prato sono 100 i medici colpiti da sanzioni. La bolla è scoppiata ed è giusto che faccia attività solo chi è in regola».

Anche gli Enti di promozione sportiva sono attenti a seguire la legge anche a discapito della perdita di iscritti.

«Ci sono due tipi di problemi legati ai certificati non agonistici – spiega Arianna Nerini, direttore della Uisp di Prato – Uno è quello che gli iscritti non vogliono fare la visita e noi non li iscriviamo al corso perché senza il certificato non possono partecipare. L’altro è legato alla modulistica perché se è palese o ci sono delle correzioni sul certificato possiamo dire di no a chi si vuole iscrivere al corso ma non è possibile sapere se quel medico è idoneo o no a fare il certificato medico. In quel caso siamo in difficoltà perché non abbiamo strumenti. E non ritengo neanche giusto che per fare un corso in un ente di promozione, che è legato al Coni e ha istruttori preparati, l’allievo debba presentare il certificato mentre per chi fa corsi sportivi alla Pubblica Assistenza, alla Misericordia alla Croce d’Oro o all’Arci non c’è bisogno di certificazioni. È un fatto particolare che va modificato».

«La nostra attività sportiva è regolamentata soprattutto da attività agonistica e in questo caso non ci sono problemi – dice il presidente del Csi di Prato, Vinicio Pagli – abbiamo solo dei corsi di ginnastica e in quel caso chi non ha il certificato non agonistico non viene iscritto. La legge sia regionale che nazionale è precisa e cerchiamo di rispettarla soprattutto per la salute dei cittadini che vengono a fare attività sportiva» .

Ma è così cara la visita medico sportiva? «È a discrezione del medico perché rientra nella Legge Bersani – conclude Magni – si va da 40 a 50 euro e tra l’altro in molti casi noi consigliamo di fare l’elettrocardiogramma sotto sforzo anziché a riposo, soprattutto per situazioni dove l’attività è ritenuta più importante (non per chi gioca a carte), e la spesa rimane sostanzialmente uguale. Va modificata la cultura della tutela della salute delle persone. La prevenzione, per questo si fa la visita, è meglio per tutti». —

Vezio Trifoni

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