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«Sospeso tra cielo e terra»
Presenti la sorella Giovanna Nerbini insieme alla famiglia, il sindaco Biffoni, il presidente della Provincia Puggelli, il prefetto Scialla e Tiziano Renzi, padre di Matteo
FIESOLE. Ci sono i fedeli, c’è la sorella del nuovo vescovo, la signora Giovanna insieme alla famiglia. La cattedrale di Fiesole non riesce a contenere la moltitudine di persone che domenica pomeriggio ha voluto prendere parte all’ordinazione episcopale di Giovanni Nerbini. Da Prato sono arrivati il sindaco Matteo Biffoni ed alcuni rappresentanti del Comune, il presidente della Provincia Francesco Puggelli, la prefetta Rosalba Scialla, poi rappresentanti dei Comuni della Vallata. C’è pure la sindaco di Fiesole, un rappresentante dell’amministrazione comunale di Rignano sull’Arno, dove Nerbini ha svolto il suo ultimo incarico da parroco. Fra i fedeli si nota anche Tiziano Renzi, il padre dell’ex premier Matteo. È di Rignano e conosce bene don Giovanni Nerbini. Ma all’avvicinarsi del cronista preferisce defilarsi e dice di non rilasciare interviste.
Il sindaco. È felice il sindaco Biffoni: «Si tratta di un momento importante per la città e la nostra comunità – dice il primo cittadino pratese – Un vescovo è un punto di riferimento. E quello di oggi è un momento di festa e bisogna esserci. Lo aspettiamo presto monsignor Nerbini» .
Il presidente della Provincia. È contento pure Francesco Puggelli: «Mi ha colpito la sua storia – confida il presidente della Provincia – Ho conosciuto don Giovanni quando ero un liceale e lui giovane prete all’Opera La Pira. Ci sono punti di riferimento in una società sia civile sia religiosa – aggiunge – Il vescovo è proprio uno di questi. E sono sicuro che la sua sarà un’importante voce in un tempo di smarrimento. C’è tanto bisogno di persone che parlino al cuore». Durante la consacrazione sono tante i cellulari alzati in alto per farsi spazio tra la folla e scattare una foto al vescovo Nerbini. Emozionato per questo dono che ha ricevuto. Finita la messa percorre la navata per benedire i presenti, lo fa con passo veloce mentre guarda negli occhi i presenti che si fanno il segno della croce. Poi dice qualche parola, parla del suo ritiro nel Casentino per pregare in vista della sua ordinazione. «In quei giorni di ritiro – ha detto il vescovo Nerbini – ho ripercorso la mia vita, le persone importanti a cominciare dalla mia famiglia, ai sacerdoti, e poi gli anni all’Opera La Pira che hanno contribuito alla mia vocazione sacerdotale fino al momento in cui sono stato insegnante elementare. Ho ripercorso i miei errori e i mie difetti – aggiunge – ma attraverso la grazia di Dio mi sono rialzato e il Signore ha illuminato i miei giorni bui. Ora mi sento sospeso tra cielo e terra e guardo con fiducia alla diocesi di Prato, con quella fiducia in Dio che non mi è mai mancata». Cita, infine, Madre Teresa di Calcutta alla quale la sua mamma diceva: «Metti la tua mano in quella di Gesù e seguilo ovunque ti conduca». La sua prima messa solenne da vescovo sarà il 6 luglio nella cattedrale di San Romolo in occasione della festa patronale. —
A. B.
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