Il dolore
Alberto, il bio-edicolante che fa il giardiniere
Prato, Trastulli dal 2007 si occupa dell’aiuola in piazza di Grignano. Uno spazio “plastic free” e una ciotola per abbeverare i cani
PRATO. Alberto Trastulli, 80 anni portati con leggerezza, di piante se ne intende. Nel suo giardino di casa in via Roma, di fronte alla piscina comunale, ha cinquanta limoni e nella piccola piazza di Grignano, davanti al Bar Gori, dove ha l’ edicola dal 1986 c’è qualcosa di particolare: una piccola aiuola con un tiglio piantato dal comune nel 2007 e che Alberto ha trasformato in un piccolo giardino pubblico curato nei dettagli, rigorosamente bio e con tante piante coltivate. Altro che progetti faraonici sul decoro urbano.
Per Trastulli il progetto è stato ed è tanta passione e cura ogni giorno che si alza il sole. Poi, un pomeriggio di alcune settimane fa (perché come dice Trastulli, «la mattina si deve vendere e i giornali si leggono di pomeriggio») sfogliando un noto quotidiano ha letto della proposta dell’assessore del comune di Firenze Alessia Bettini, quella “di adottare da parte dei cittadini una aiuola e curarla”. «Appena ho letto la notizia mi son detto, cari fiorentini arrivate secondi. Io è dal 2007 che curo questa aiuola, poto il tiglio perché le frasche non si abbassino, tengo pulito, fertilizzo con concimi bio e curo le piante».
Niente da eccepire. Qui, in questo pezzo di cemento e asfalto di via Roma, dove le auto passano a migliaia ogni giorno, l’angolo green pare esaltare le contraddizioni. E di piante ce ne sono, eccome; tre tipi di piante grasse chiamate “Miseria”, una parte di canne di bambù tenute sempre tagliate, crisantemi, primule, viole cornute, viole a ciocche, queste per citare le principali. Assieme al figlio, Luca Trastulli, cinquantanni, Alberto continua a portare avanti l’edicola di Griganano e a curare lo spazio verde, con tanto di cartelli, di vasi pensili e di un piccolo parcheggio per cani.
«Eh si, qui i cani possono essere legati –l’edicolante mostra una piccola struttura di ferro fatta ad hoc – e per terra c’è anche la ciotola d’acqua. Chi viene qui si ferma con il cane fuori lo ferma a questo paletto, il cane ha anche l’acqua, e prende il giornale o quello che vuole», dice l’anziano che tutto dimostra fuorchè stanchezza. In questa edicola, molte cose parlano “bio” e anche il marketing che aveva ideato Alberto Trastulli contro il calo delle vendite dei quotidiani lo era.
“Tre anni fa pensai di dare in omaggio un piccolo limone a chi comprava due quotidiani assieme. I limoni li avevo fatti io. Ho ripetuto la cosa qualche volta». Dentro l’esercizio, la rassegna di riviste e giornali è, come tutte le edicole, innumerevole. Molte riviste, guarda caso, riguardano proprio giardinaggio, coltivazioni e pratiche ecologiche. Non potrebbe essere diversamente, perché dentro l’edicola dei Trastulli, padre e figlio, oltre a riviste e giochi si vendono anche trenta tipi di detersivi alla spina. Il cliente arriva per prendere una rivista e magari fa anche il carico di detersivo per casa.
«Dobbiamo bloccare o no questo sperpero di imballaggi e plastiche che inquinano ? – si chiede l’edicolante – bene qui abbiamo detersivi per ogni cosa, si pagano a peso, ognuno viene con un contenitore e glielo riempiamo». E così l’edicola si trasforma in un luogo “plastic free”.Trastulli ha messo anche dei cartelli di divieto per chi va in bicicletta sul marciapiede «col rischio di arrotare qualcuno, ma soprattutto qualche bambino».
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