Attenzione
Affitta una casa non sua e viene smascherata
Il cliente avverte la polizia e organizza la trappola in piazza Mercatale Fermata una donna che aveva già incassato una caparra di cinquecento euro
prato. Affittava case non sue e poi spariva nel nulla, ma si è fatta tentare dalla possibilità di incassare altri 200 euro ed è stata denunciata dalla polizia. Nei guai è finita una donna pratese di 41 anni che nel pomeriggio di venerdì è stata fermata dai poliziotti in piazza Mercatale mentre stava per incontrare quello che credeva essere un “pollo” e invece si è rivelato più scaltro di lei. L’uomo, infatti, aveva già versato una caparra di 500 euro per l’affitto estivo di una casa in provincia di Grosseto, ma poi si è messo a fare ricerche sul web per capire l’attendibilità della donna che glielo aveva proposto. Ha così scoperto che la donna era già stata indagata per truffa in provincia di Grosseto e così ha organizzato una trappola. Le ha chiesto di allungare il periodo di affitto versando un’altra caparra di 200 euro e al tempo stesso ha avvertito la polizia.
L’incontro è stato fissato per venerdì pomeriggio in piazza Mercatale e per la polizia non è stato difficile individuare e fermare la presunta truffatrice, che aveva ancora in tasca una ricevuta per il pagamento di 200 euro che contava di consegnare al cliente. Di fatto, carta straccia perché poi si sarebbe resa irreperibile. La polizia ha accertato che la casa messa in affitto è di proprietà di un’altra persona, che una volta scoperti i tentativi di affittarla da parte di terzi aveva sporto denuncia alla polizia postale di Grosseto. La donna pratese è stata denunciata per tentata truffa.
A questo proposito la polizia postale, l’Unione nazionale consumatori e la piattaforma Subito (vendite immobiliari online) hanno realizzato una guida con otto regole per cercare di evitare le truffe. La guida raccomanda di verificare la coerenza e la veridicità delle immagini della case; usare le mappe disponibili sul web per verificare se la distanza dal mare è quella indicata; prendere contatto con l’inserzionista e approfondire con una chiacchierata possibilmente usato il telefono fisso; per capire se un prezzo è alto o basso è opportuno fare una ricerca sulla zona tramite la piattaforma in cui è presente l’annuncio, controllando se il prezzo è in linea con quelli della zona (in caso contrario, insospettirsi); per verificare che tutto sia regolare, incontrare ove possibile l’inserzionista per una visita della casa per consegnare l’importo dovuto di persona; la richiesta di una caparra è legittima, purché non sia superiore al 20% del totale; non inviare documenti personali: carta d’identità, patente o passaporto non devono mai essere condivisi in quanto potrebbero essere utilizzati per fini illeciti; effattuare pagamenti solo su Iban o tramite metodi di pagamenti tracciato, l’Iban bancario deve essere riconducibile a un conto corrente italiano che è possibile verificare tramite strumenti come “Iban calculator”.
Non è la prima volta che i pratesi vengono truffati sugli affitti delle case al mare. Era successo per le case all’Isola d’Elba e anche in quel caso dietro alla truffa c’era una donna, che fu individuata. Ma anche le vacanze invernali sono un terreno fertile per i truffatori, che in passato hanno proposto case per il San Silvestro all’Abetone. Con un piccolo particolare: le case non esistevano. —
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