Il Tirreno

Prato

l’intervista 

Silli: "Patetico e stomachevole prendersela con gli alleati"

Paolo Nencioni
Giorgio Silli
◗
Giorgio Silli

Il deputato ex Forza Italia commenta il ko di Spada e si toglie qualche sassolino dalla scarpa. "Non è colpa mia se tanti elettori hanno seguito me e non il partito..."

4 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Da quando all’inizio di del mese di maggio il deputato Giorgio Silli ha lasciato Forza Italia, dopo una militanza ventennale, per entrare nel gruppo misto è diventato forse suo malgrado il punto di riferimento di tanti profughi, quelli che abbandonano una barca apparentemente sull’orlo del naufragio. Ora, passate le elezioni amministrative, ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, lasciando intendere che su quella barca forse potrebbe risalirci, se cambiasse la rotta o il timoniere.

Partiamo dal risultato delle elezioni. Se lo aspettava?

«Sapevo che Forza Italia, in quelle condizioni, era destinata a sfracellarsi. Mi ha un po’ sorpreso che tanti elettori di centrodestra, a Prato, non siano tornati a votare per il ballottaggio».

Che cosa non ha funzionato, prima e dopo?

«Non sopporto chi, con il senno di poi, si scaglia contro gli alleati. Lo trovo patetico e stomachevole. Erica Mazzetti (la coordinatrice provinciale di Forza Italia che ha dato la colpa alla Lega, ndr) non è stata la sola. Non puoi dare la colpa, il giorno dopo, a chi è stato tuo alleato fino al giorno prima».

Però Forza Italia si era opposta da subito alla candidatura di Daniele Spada...

«Io stesso ho sostenuto la candidatura di Rita Pieri, ma arriva un momento in cui, se hai il 3%, devi guardare i numeri e prenderne atto. Del resto è stata la stessa Forza Italia a buttare la palla in tribuna chiedendo che a decidere fosse il nazionale. E se non volevano stare con la Lega potevano andare da soli, anche se questa ipotesi non è mai stata all’ordine del giorno. Teniamo conto poi che Forza Italia ha eletto un consigliere a Cantagallo, e a Montemurlo non è riuscita nemmeno a presentare la lista...».

I suoi ex compagni di partito sostengono che Forza Italia è andata male alle comunali anche perché lei è uscito prima del voto.

«Non è mica colpa mia se gli elettori hanno seguito me e non hanno seguito il partito...».

All’orizzonte ci sono già le regionali del 2020. La Toscana secondo lei è ancora contendibile dal centrodestra?

«Certo, secondo me è contendibile, ma se dovessimo assistere a una pantomima come quella che è successa a Prato ci meritiamo di essere presi a calci dagli elettori».

Giorgio Silli ha deciso che cosa farà da grande?

«Per ora sto nel gruppo misto e porto avanti i punti del mio programma, ma è chiaro che è un momento, non penso di starci tutta la vita. Di certo farò quello che mi dicono i miei elettori».

Alternative?

«Considero la Lega e Fratelli d’Italia partiti seri e amici, però sto osservando con attenzione l’ennesima proposta di rinnovamento di Forza Italia. Ci sono tanti liberali e moderati come me che non hanno più una casa e la stanno cercando. Guardiamo ancora a Forza Italia, ma temo che se non arrivano segnali in tempi rapidi quello in corso rischi di essere l’ennesimo maquillage. Forza Italia senza Silvio Berlusconi è impensabile, ma dopo 25 anni serve un meccanismo di selezione della classe politica».

Cos’è? Un tentativo di rientrare dalla finestra?

«Io mio malgrado rappresento tanti fuoriusciti da Forza Italia e vengo continuamente contattato. A dire il vero sono tutti abbastanza scettici. Però il 6 luglio sarò alla convention di Giovanni Toti (che lancerà la candidatura del presidente della Liguria alle primarie, ndr), forse parlerò. Un segnale di cambiamento potrebbe essere il congelamento delle cariche nazionali e dei vertici regionali, l’ho detto anche ieri in televisione (era ospite a L’aria che tira su La7, ndr). Chissà che non si vada in questa direzione alla fine. Non c’è niente di personale in questo, bisogna prendere atto dei numeri».

«Chi crede nell’ottimismo e nella razionalità ha bisogno di una casa, di un partito vero, dinamico e con una linea chiara - ha detto Silli in tv - Per cambiare marcia servono fatti e, per convincere milioni di elettori che Forza Italia è pronta a mettersi in discussione e sta parlando davvero di futuro, il primo passo, la prima dimostrazione da dare ai tanti che si sono allontanati, sarebbe il congelamento dei vertici regionali e locali del partito».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa