Il Tirreno

Prato

tra altare e tribunale 

La prima volta di un imputato che viene ordinato sacerdote

Paolo Nencioni

Alberto Giuseppe Pintus sabato coronerà il suo cammino spirituale e dopo qualche giorno comparirà davanti al giudice dell’udienza preliminare

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prato. Alberto Giuseppe Pintus si presenterà sabato mattina in duomo davanti al vescovo Franco Agostinelli per ricevere l’ordinazione sacerdotale e pochi giorni dopo comparirà, si presume senza abito talare, davanti al giudice dell’udienza preliminare per capire se sarà rinviato a giudizio, come chiede la Procura, oppure uscirà definitivamente dall’inchiesta sulla gestione dei centri di accoglienza per i richiedenti asilo.

Probabilmente è la prima volta che il vescovo si trova a ordinare un sacerdote che al tempo stesso è anche imputato in un processo. Quello che riguarda Pintus è lo stesso che è costato il posto a Loretta Giuntoli, fino a gennaio presidente del Consorzio Astir. Il sostituto procuratore Laura Canovai ipotizza la frode nelle pubbliche forniture per la gestione di otto centri di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo. Pintus ci è finito in qualità di presidente della cooperativa Humanitas, che appartiene al Consorzio Astir, una carica che ha mantenuto fino al 29 giugno dell’anno scorso, quando fu nominato vice presidente della Caritas diocesana (una volta indagato, si è autosospeso).

Dunque Pintus era già uscito dalla coop Humanitas quando si ebbe la prima notizia dell’inchiesta, alla fine di dicembre dell’anno scorso, ma le indagini hanno riguardato il periodo l’ex vice presidente della Caritas e futuro sacerdote era ancora al timone della cooperativa, dove ha trascorso 22 annni.

Pintus ha 56 anni ed è originario della Sardegna. Membro della Compagnia di Gesù, ha compiuto tutte le tappe fino a ottenere la licenza in liturgia a Padova. Dopo aver lasciato la congregazione ed essersi impegnato nel sociale ha deciso di entrare in seminario e sabato coronerà la sua aspirazione di diventare sacerdote. Non sarà l’unico a fare questo passo, sabato mattina alle 10.

Insieme a lui verranno ordinati Silvano Pagliarin, 44 anni, originario di Soave, arrivato a Prato nel 2013 con i Discepoli dell’Annunciazione, la comunità religiosa che in città ha la casa madre, e Reji Thomas Vechoor, 45 anni, originario della regionale del Kerala, in India, quinto e ultimo figlio di una famiglia cristiana da generazioni.

Per la Diocesi di Prato sarà comunque un fine settimana molto importante quello che sta per arrivare. Oltre all’ordinazione dei tre nuovi sacerdoti, domenica è in programma a Fiesole la consacrazione episcopale di monsignor Giovanni Nerbini, il vescov che succederà a monsignor Franco Agostinelli.

L’ordinazione sacerdotale dei tre nuovi parroci sarà di fatto l’ultimo atto da vescovo che compirà Agostinelli.

La messa come detto è in programma alle ore 10 e sarà trasmessa in diretta su Tv Prato. —

Paolo Nencioni

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