Il Tirreno

Prato

Il nonno felice lancia il nipote nell’azienda

Maria Lardara
Antonio Lucchesi, ultimo a destra, insieme agli eredi
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Antonio Lucchesi, ultimo a destra, insieme agli eredi

Antonio Lucchesi (91 anni) è il decano degli industriali pratesi, ma va ancora in giro a visitare l’azienda in Romania e punta sul giovane Tommaso

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PRATO. Non si è fatto certo scoraggiare dai 38 gradi per arrivare allo stand di Pitti Filati all’ora di punta. Del resto, soltanto un mese fa, volava in aereo sempre per lavoro: visitare la fabbrica di filati in Romania. 
«Abbiamo modernizzato l’impianto di depurazione, a Buzau l’azienda ha avuto importanti investimenti». Antonio Lucchesi, il decano degli industriali pratesi, ha 91 anni e la mente lucida di un ragazzino. L’ex vicesindaco della prima giunta Mattei (dal 1995 al 1999) si sofferma volentieri a parlare di tessile e politica, sorride per l’ingresso in consiglio comunale di tre italiani di origine straniera (cinese e romena).
 
Il signore dei filati è un nonno felice. Sì perché il giovane nipote Tommaso, figlio di Chiara Lucchesi, è entrato nell’azienda di famiglia, l’Industria Italiana Filati. Laureato in economia con master alla Bocconi, Tommaso Arrischi rappresenta la quinta generazione dell’azienda tessile fondata nel 1897 da Guido Lucchesi.
«La sua presenza porta un know how nuovo e un approccio diverso verso i mercati esteri», racconta Chiara Lucchesi.
 
Festeggia il ricambio generazionale anche la “Casa del filato” di Seano che, grazie alla filatura cardata interna, punta da sempre su un prodotto di fattura artigianale. Da poco tempo Leonardo Mannelli affianca il padre Antonio nella conduzione dell’azienda di famiglia fondata nel 1962 a Signa e poi spostatasi ai piedi del Montalbano dove dà lavoro a 26 persone: la filatura si trova invece a Iolo, in un immobile che da tempo fa gola ai confezionisti cinesi della zona. «I locali sono di nostra proprietà: la nostra filatura non si tocca», puntualizza l’imprenditore Antonio Mannelli. 
 
Il cavallo di battaglia della ditta di Seano è il pregiato filato Yak che rappresenta un’alternativa al cashmere. «Ma il filato artigianale – osserva Mannelli – richiede maestranze specializzate. Purtroppo in filatura è sempre più difficile trovare italiani che vogliano lavorare in questo settore…». 

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