Attenzione
Gli artigiani a Biffoni: "È ora di muoversi"
Il presidente Luca Giusti all’assemblea di Confartigianato: "Finito il tempo delle promesse, è arrivato quello del fare"
prato. Meglio della Toscana, meglio dell’Italia. Tutto il mondo dell’artigianato pratese a raggi X. «Prato ha dimostrato di essere una provincia “resiliente” per la buona tenuta dell’occupazione». A scattare la fotografia del sistema delle microimprese artigiane è l’ufficio studi di Confartigianato, in occasione dell’assemblea annuale di Confartigianato Prato che si è svolta ieri pomeriggio al Museo del Tessuto. . La carica dei diecimila. Prato è la prima provincia in Italia per il peso che rivestono le imprese manifatturiere sul numero degli addetti totali, con una incidenza del 39%: quasi quattro volte la media nazionale dell’11,9%. «Un sistema imprenditoriale vitale con una forte leadership nazionale», sottolinea il responsabile del centro studi Enrico Quintavalle. All’anagrafe della Camera di commercio pratese erano 9.926 le imprese artigiane registrate in provincia di Prato alla fine del primo trimestre 2019. Danno lavoro a 29.533 addetti, circa il 30% degli addetti totali delle imprese pratesi. Ed è lavoro in crescita.
Più occupati. Nel 2018 il tasso di occupazione era pari al 67,5% superando di 2,2 punti percentuali il tasso del 2008, l’annus horribilis della crisi economica. In sostanza, nel 2018 si lavorava meglio e di più rispetto a dieci anni prima. Trae spunto dalla lezione di Olivetti il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, per commentare la situazione pratese. «Sono numeri che fanno ben sperare. Numeri che racchiudono il senso di una comunità, di cui si nutrono i corpi intermedi dove ci sono le relazioni umane. D’altro canto, senza le Confartigianato dislocate sui vari territori non esisterebbe la Confartigianato con la sua presenza e con le sue competenze. A Prato come altrove, i problemi che attanagliano le imprese sono sempre gli stessi: il fisco esoso, la burocrazia opprimente, gli alti costi dell’energia».
Tempi di pagamento. Sullo sfondo del quadro nazionale, in cui i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese sono diminuiti nel 2018, risulta che a Prato e provincia i Comuni paghino in media a 28 giorni. Una performance, quella registrata nel quarto trimestre del 2018, che è decisamente migliore rispetto alla media nazionale (35 giorni) e toscana (36 giorni).
Le richieste alal giunta. «È finito il tempo delle promesse, è arrivato quello del fare». Luca Giusti, presidente di Confartigianato Prato, non le manda a dire al nuovo esecutivo del Biffoni bis appena insediato. Fra le priorità, le infrastrutture urgenti per migliorare la viabilità (sottopasso del Soccorso) e il nodo del trattamento dei rifiuti da risolvere a livello centrale con una forte opera di pressing dell’amministrazione comunale. «Siamo l’unico Paese che è stato capace di trasformare gli scarti tessili in un problema, anziché in risorsa. Scarti tessili che – ricorda Giusti – necessitano di una riclassificazione». Infine, il capitolo dell’illegalità. «Fermo restando che quest’ultima non è appannaggio esclusivo delle imprese a conduzione extraeuropea, non si può pensare a una vera integrazione senza che ci sia condivisione della necessità di rispettare le regole. L’appartenenza a una comunità – ricorda Giusti – è qualcosa che si deve guadagnare sul campo».
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