Il dolore
«L’integrazione? È obsoleta Siamo nati qui e qui restiamo»
prato. La loro casa è a Prato. Lo è oggi, lo sarà domani. Prato è la città che ha cambiato la geografia dei loro sogni. Sono laureati, diplomati, nati a Prato da genitori cinesi. Hanno tutti i motivi per scrollarsi di dosso l’etichetta dei luoghi comuni che hanno ereditato. E spesso non in modo indolore rispetto alla famiglia di provenienza. È la generazione di P.F.G, acronimo di “Prato Future Generazioni”. Non una formale associazione, bensì un gruppo messo in piedi da una settantina di ragazzi e ragazze italo-cinesi, come raccontano al Tirreno, «ispirati dagli esempi positivi rappresentati da Marco Wong e Teresa Lin». È la loro discesa in campo, prima con la candidatura e poi con l’elezione in consiglio comunale, ad aver dato la “molla” per un maggiore impegno delle seconde e terze generazioni italo-cinesi. E il primo atto è stato il gesto di donare il sangue all’ospedale di Prato, il 16 giugno scorso. La prossima iniziativa sarà la pulizia delle strade del quartiere di Chinatown. Parlando con i giovani di “Prato Future Generazioni” si percepisce tutta la differenza tra due generazioni che abitano la città. In mezzo c’è il trentenne Franco Guan, cittadino italiano, laurea in economia in tasca e diverse esperienze lavorative negli Stati Uniti sul curriculum. È uno dei fondatori di P.F.G. «Noi non difendiamo l’indifendibile ma, con le nostre azioni, cerchiamo di compensare i cliché della passata generazione – racconta al Tirreno – Purtroppo è difficile cambiare la mentalità dei nostri genitori e, disgraziatamente, sui giornali locali non sentiamo altro che fatti negativi sulla nostra comunità. Ma la realtà pratese è sempre più eterogenea e le nuove generazioni si differenziano molto rispetto alle generazioni passate. Noi giovani abbiamo la motivazione e il potenziale per raccontare l’altra faccia della medaglia, un lato di apertura positiva e proiettata verso il futuro». L’integrazione? Concetto superato. Qui non si tratta di trovare strumenti o ricette per gestire al meglio i processi migratori. «Per noi tematiche come l’integrazione sono obsolete – spiega Guan che lavora nel pronto moda della famiglia – perché noi siamo nati a Prato. Al contrario vogliamo spostare il nostro focus sulla convivenza con le varie realtà pratesi, per contribuire nel nostro piccolo a una Prato migliore, alla Prato del futuro». La storia di Franco Guan, per certi aspetti, è simile a quella di Teresa Lin, neo eletta in consiglio comunale. È la storia di due cervelli “in fuga” che, dopo varie esperienze di lavoro e studio all’estero, rientrano in Italia, a Prato. Prima la donazione del sangue, poi la pulizia del quartiere messa in cantiere per il futuro. «Non iniziative una tantum – puntualizza Franco Guan – ma un contributo che continueremo nel tempo per il bene comune e per un futuro più piacevole nella nostra città». “Prato Future Generazioni” è anche un progetto 2.0, che verrà via via raccontato sulla pagina Instagram prato_future_generazioni. —
Maria Lardara
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