Il Tirreno

Prato

il caso 

Vannucci, uscito dalla porta è rientrato dalla finestra

P.N.

Indagato per omessa denuncia nell’inchiesta sui lavori al Lungobisenzio, oggi il giudice decide sulla messa alla prova

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prato. Luca Vannucci, fresco assessore allo Sport, viene messo alla prova in tutti i sensi. Ieri è stato messo alla prova dal sindaco Biffoni, che gli ha affidato la delega; oggi sarà messo alla prova da un giudice in Tribunale. L’istituto giuridico della messa alla prova, una volta riservato solo ai minorenni e da cinque anni esteso anche ai maggiorenni, consiste nella sospensione del processo e nella prestazione a titolo gratuito di lavori socialmente utili. Se la prova va bene, il reato viene estinto. Nel caso di Vannucci il reato di cui è stato chiamato a rispondere, nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità dei lavori di ristrutturazione dello stadio Lungobisenzio, era l’omessa denuncia. In altre parole Vannucci secondo i sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli sapeva che l’impresa edile Castelnuovo non aveva il permesso di fare certi lavori e avrebbe dovuto denunciare l’irregolarità, cosa che non ha fatto. In origine Vannucci fu indagato anche per corruzione, ma poi quest’accusa è stata archiviata. È rimasta in piedi quella di omessa denuncia, per la quale lo stesso Vannucci, difeso dall’avvocato Alberto Rocca, ha proposto la messa alla prova. Oggi, per l’appunto, il giudice si pronuncerà sui lavori socialmente utili proposti da Vannucci, a favore di un’associazione esterna al Comune, ha chiarito ieri il diretto interessato. Si tratta dell’Opera Santa Rita.

Che proprio a Luca Vannucci, in passato consigliere delegato allo sport, sia stata affidata la delega che comprende l’edilizia sportiva rappresenta oggettivamente un problema di opportunità politica, che però ieri il sindaco Biffoni ha liquidato dicendo che si tratta di una storia ormai finita: «Non ci saremmo mai permessi di fare cose non consentite. Nessuno è perfetto». Insomma, il sindaco ha ribadito la fiducia a Vannucci ritenendo che, nonostante l’inciampo giudiziario sia lui il più adatto a ricoprire quel ruolo. A margine della conferenza stampa di presentazione della giunta lo stesso Vannucci ha detto di aver sofferto molto durante l’inchiesta («mi preoccupo anche se prendo una contravvenzione») ma che ora conta di voltare pagina.

Un altro teorico conflitto di interessi riguarda il nuovo assessore alla Città curata, Cristina Sanzò, tra le cui deleghe è compreso lo smaltimento dei rifiuti e che al tempo stesso è dipendente di Alia, la partecipata dei rifiuti. Sanzò ha spiegato di aver posto la questione al segretario comunale e che non si pone il problema perché lei in Alia si occupa solo di amministrazione. — P.N.

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