Il Tirreno

Prato

esame di MATURITÀ 

Dalla Chiesa e Sciascia preferiti a Ungaretti

Maria Lardara
Dalla Chiesa e Sciascia preferiti a Ungaretti

Gli studenti del liceo Copernico hanno superato senza troppe difficoltà lo scoglio del tema d’italiano, oggi la seconda prova multidisciplinare

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Il braccialetto portafortuna, quello regalato dalla prof di Lettere ai suoi alunni in chiave scaramantica, lo teneva ben stretto sempre al polso all’uscita dal liceo Copernico. Ore 12.15: Sean Driz, ragazzo di origini filippine, è il primo maturando a lasciarsi alle spalle i cancelli del liceo di via Borgovalsugana. Ma soprattutto, a lasciarsi la prima prova della maturità 2019. Studente del linguistico, Sean ha scelto il tema di attualità, per l'esattezza la traccia sul trentennale dall’uccisione di Carlo Alberto Dalla Chiesa morto nel 1982. Mafia vista con gli occhi di un 19enne, per non dimenticare mai.

«A dire il vero – racconta Sean - per la prova d’italiano mi aspettavo tracce sulla solidarietà, sui sentimenti in generale. In ogni caso ho trattato volentieri l’argomento della mafia perché è sempre attuale». Facce distese, provate e un po’ assonnate dopo la “notte prima degli esami” quando, quasi per un rito scaramantico, alcune classi si sono ritrovate sugli scaloni del Copernico per cantare e mangiare dei tranci di pizza: i primi ad archiviare la prima prova sono stati i ragazzi e le ragazze del linguistico mentre gli studenti dello scientifico si sono fatti attendere uscendo verso le 14.

Al Copernico il tema d’italiano si è svolto in un tripudio di corni rossi, rosari e madonnine al collo. «Ne ho visti diversi in bella vista, meno male che non sono scaramantico», commenta Tiziano Mazzoncini. Fosse stato per lui, avrebbe scelto l’analisi del testo letterario. «Ma Ungaretti e l’Ermetismo, proprio no». Lo studente della VAL ha dovuto ripiegare su un testo tratto da Steven Sloman e Philip Fernbach, "L'illusione della conoscenza". «Alla fine mi è piaciuto, fa riflettere sulle conseguenze derivanti dall’utilizzo delle tecnologie».

Molto gettonata anche la traccia che verteva sull'analisi di un testo tratto da Leonardo Sciascia, "Il giorno della civetta". L'ha scelta Matilde Torri perché congeniale a un lavoro di approfondimento svolto in classe nell'ultimo anno sulla mafia. «Ci abbiamo lavorato molto con i professori, grazie a un progetto che ha coinvolto il tribunale e l'associazione Libera», racconta Matilde che a settembre proverà il test d'ingresso per la facoltà di medicina. Ed è già tempo di ricordi prima ancora di portare a casa il diploma. «Gli anni al Copernico mi hanno dato molto in termini di crescita personali e rapporti umani: tornassi indietro li rifarei senza dubbio». E dire che qualche studente si aspettava una traccia sull'ambiente ispirata alle battaglie dell'attivista svedese Greta Thunberg. «E invece ho scelto Sciascia, Ungaretti mi pareva molto difficile», racconta Clelia Cresti mentre con le compagne Giulia Luisi e Clarissa Carradori tira un sospiro di sollievo dopo quattro ore trascorse china sulla prova d'esame. Archiviato il tema d'italiano, Costanza Bettazzi pensa invece alla seconda prova scritta e all'orale. «Vorrei continuare con le lingue straniere all'università. Oltre all’inglese, francese e tedesco - ammette Bettazzi - mi piacerebbe imparare il cinese visto che abito a Prato». Oggi seconda fatica per quasi 1.500 studenti pratesi: la prova scritta multidisciplinare. Greco e latino al classico, matematica e fisica allo scientifico, inglese e una seconda lingua al linguistico. —

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web