Maxi condanna per la rapinatrice che usa il sonnifero
LUCCA. Con un potente sedativo a base di benzodiazepina con proprietà ipnotiche e capace di sottomettere alle sue volontà la vittima aveva rapinato e raggirato un commerciante cercando poi di estorcergli denaro con la minaccia di raccontare alla consorte il rapporto sessuale avuto con lei. Una vicenda avvenuta il 5 giugno del 2018 in una tabaccheria della città e che vede la protagonista ancora oggi detenuta. Ieri mattina davanti al giudice dell’udienza preliminare Antonia Aracri è comparsa la specialista dei narcotici: Pamela Ernesto, 32 anni, già residente a Prato e lucchese di origine sinti, protagonista in passato di episodi simili avvenuti a Borgo San Lorenzo, Prato e Borgo a Mozzano. La donna è stata condannata con rito abbreviato per tentata rapina, rapina pluriaggravata continuata e tentata estorsione alla pena di 6 anni e 4 mesi di reclusione e ad una multa di 710 euro. La donna si era presentata nella tabaccheria con la figlia di 14 anni. Aveva tirato fuori dalla borsa una bottiglia di liquore apparentemente di vodka e aveva chiesto due bicchieri per festeggiare il compleanno della ragazza. Il commerciante di 65 anni si era unito ai festeggiamenti accettando di bere un sorso. Non si era accorto che la nomade, con mossa fulminea, aveva diluito un quantitativo significativo di benzodiazepina che di lì a poco stordì il tabaccaio. A quel punto era scattato il suo piano. Approfittando del momentaneo stato di incapacità di intendere e volere della sua preda fece uscire dal locale la figlia e chiuse la saracinesca. A quel punto iniziò a circuire il commerciante compiendo atti sessuali e alla fine si impossessò, sottraendoli dalla cassa, di 300 euro e alcuni biglietti del Gratta e Vinci.
L.T.
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