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Una trentina di studenti non ammessi. In una classe del Marconi sei gli esclusi

Maria Lardara
Una prova dell'esame di maturità (foto d'archivio)
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Una prova dell'esame di maturità (foto d'archivio)

Mercoledì 29 saranno 1.630 i maturandi che debutteranno con la prova di italiano. Incetta di 10 per studentessa del Rodari

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PRATO. Notti prima degli esami. Giorni di attesa e di ritiro “spirituale” per circa 1. 630 studenti maturandi pratesi (in lieve calo rispetto al 2018), la generazione dei nati nel 2000. Quello che inizierà mercoledì 19 giugno con la prova d’italiano è il primo esame di maturità senza gli studenti nati nel secolo scorso.. Ma c’è un altro esame, quello dell’ammissione: è la scrematura che avviene prima dell’accesso allo step finale e che quest’anno non ha perdonato una trentina di maturandi pratesi.

Studenti che dovranno rimandare la Maturità al 2020 e ripetere l’ultimo anno di quinta superiore agli istituti Marconi, Datini, Gramsci-Keynes, Buzzi, Dagomari. Per tutti i liceali del Copernico, Cicognini-Rodari, Convitto Cicognini, Livi e Brunelleschi è scattato invece il semaforo verde per la nuova e tanto temuta Maturità, quella che ha cancellato la terza prova scritta e la tesina all’orale ma prevede al secondo scritto una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio: al classico, ad esempio, greco e latino saranno insieme. Queste novità non saranno un pensiero per sei ragazzi di una stessa classe del professionale Marconi, la quinta B dell’indirizzo manutenzione e assistenza tecnica che dovranno aspettare il 2020 per concludere gli studi. Qui, all’istituto di via Galcianese, i non ammessi sono 11 su quattro classi, per un totale di circa 80 studenti. Cosa è successo di così “tremendo” nella quinta B da bruciare la chance dell’esame a sei ragazzi? Il bilancio della classe è di cinque non ammessi per profitto e uno per mancata frequenza: in tutto, appunto, sei bocciati.

«È solo una casualità ma – fa notare il preside reggente Tiziano Pierucci, prossimo alla pensione – bisogna tenere conto che spesso si parla di ragazzi che non arrivano alla Maturità perché lavorano e dunque hanno meno possibilità di frequentare».

All’istituto Datini quest’anno è andata meglio che in passato: lo scrutinio di quinta ha penalizzato “solo” nove studenti (l’anno scorso i bocciati furono 18) ammettendone 137 all’esame.

«Quest’anno i ragazzi hanno studiato di più e i risultati si vedono – sottolinea il preside Daniele Santagati – L’ammissione all’esame non dovrebbe mai essere vista come un atto “scontato” o dovuto in quinta».

Santagati interviene anche sulla raccomandazione del ministro Bussetti che nei giorni scorsi ha impartito una rigida direttiva mettendo al bando shorts e infradito durante le prove d’esame. «Non abbiamo questi problemi. Al Datini si viene a studiare solo indossando abbigliamento decoroso», rammenta Santagati che quattro anni fa firmò una circolare interna per mettere al bando scollature e minigonne per le ragazze ai primi caldi. Tre bocciati anche al Gramsci-Keynes e al Buzzi, sei al Dagomari mentre sull’opposto versante dei licei c’è chi fa incetta di 10 in pagella a un passo dall’agognato diploma. È il caso della studentessa Sara Sichi che frequenta la 5D del liceo di scienze umane Rodari, la più brava con la pagella quasi perfetta che spicca sui tabelloni grazie a un’invidiabile media del 9. 83. I dieci fioccano in tutte le materie: da italiano a latino, da storia a filosofia, da scienze umane a inglese passando per matematica e scienze naturali. È solo a fisica e storia dell’arte che la diligente Sara deve “accontentarsi” di un nove. Acqua passata, ormai la Maturità è alle porte per tutti.
 

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