Sicurezza
Violenza sul ragazzo, giudizio senza sconti
Sarà processata col rito ordinario la trentunenne accusata di aver avuto rapporti con un tredicenne da cui ha avuto un figlio
prato. La procura speciale mancante alla fine non è saltata fuori. O meglio ne è saltata fuori una che il giudice ha considerato carta straccia. E dunque l’operatrice socio-sanitaria pratese di 31 anni accusata di aver avuto una relazione sessuale con un ragazzo che, all’epoca dei primi rapporti secondo la Procura non aveva ancora compiuto 14 anni, e dal quale ha poi avuto anche un figlio, verrà processata col rito ordinario. Stesso discorso per il marito, che è accusato dai sostituti procuratori Lorenzo Boscagli e Lorenzo Gestri di essersi attribuito la paternità pur sapendo che il figlio non era suo.
Il processo inizierà il prossimo 1° luglio davanti al Tribunale presieduto da Francesco Gratteri. Lo ha deciso ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare Francesco Pallini. Lo stesso Pallini mercoledì aveva dato agli avvocati difensori dei coniugi 48 ore di tempo per sanare una mancanza che appariva insanabile. L’avvocato di parte civile Roberta Roviello, che rappresenta il ragazzo, oggi quindicenne, e i suoi genitori si era accorta di una cosa che era sfuggita un po’ a tutti, e cioè che nel fascicolo del procedimento non c’era traccia delle procure speciali rilasciate dagli indagati ai propri difensori che avrebbero consentito a questi ultimi di chiedere il processo col rito abbreviato. Può apparire un cavillo ma così non è, perché col rito abbreviato si ottiene sì uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna, ma si rinuncia anche a presentare nuove prove, accontentandosi di quelle già raccolte durante le indagini preliminari. E dunque serve un mandato preciso dei diretti interessati ai difensori. Che non c’è.
L’avvocato Massimo Nistri, che difende i coniugi insieme al collega Mattia Alfano, ieri assente, all’uscita dal Tribunale, dopo quasi tre ore di udienza, ha provato a dire che «è stato prodotto e depositato tutto, anche la procura speciale», ma in realtà quelle che sono state mostrate al giudice sono due procure speciali firmate dagli indagati senza data e con l’intestazione “in Firenze” che il giudice ha ritenuto di nessun valore, anche perché i termini per la presentazione di questi documenti sono abbondantemente scaduti. Marito e moglie hanno reiterato a voce la loro volontà di essere processati con l’abbreviato, ma è stato tutto inutile. Insomma, la procura non c’era quando ci doveva essere.
Un problema formale che diventa anche pesantemente sostanziale, perché come detto salta l’eventuale sconto di un terzo sulla pena in caso di condanna.
Marito e moglie hanno preferito non rilasciare alcuna dichiarazione all’uscita dal Tribunale e hanno percorso in silenzio, lui davanti, lei qualche passo indietro, il vialetto che porta al parcheggio. Dovranno tornare a percorrerlo in senso inverso tra un paio di settimane, quando ci sarà la prima udienza del processo. Nel dibattimento non ci sarà bisogno di risentire il quindicenne, che ha già ribadito le sue accuse nel corso dell’incidente probatorio. —
Paolo Nencioni
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