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Prato

il lavoro che c’è 

Il meccanotessile ha fame di tecnici

Maria Lardara
Il meccanotessile ha fame di tecnici

La crisi ha bloccato il turn over e ora le aziende pratesi del settore cercano tornitori e trasfertisti: li troveranno al Marconi

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prato. Alla Unitech Industries sono benvenuti i tecnici avviatori e trasfertisti. Alla Laip invece, se gli affari continuano ad andare bene, potrebbero aver presto bisogno di un tecnico elettronico. Alla Dell’Orco & Villani è oro la figura del tornitore tradizionale: è come cercare un ago nel pagliaio. Fame di tecnici e ingegneri è quella che lamentano tre delle 48 aziende del comparto meccanotessile pratese con la valigia pronta per Itma, la fiera più grande del settore che aprirà i battenti il 20 giugno a Barcellona. Una valigia carica di macchinari di nuova generazione per l’industria tessile, con alta specializzazione.

La fiera. Macchine per il finissaggio, filatura e torcitura rappresentano il core business della produzione meccanotessile del distretto. «Soprattutto nel finissaggio, il 2017 e il 2018 sono stati anni di buoni investimenti nella zona di Prato», fa sapere Marco Becheri, coordinatore del gruppo meccanotessili di Confindustria Toscana Nord nonché titolare della Laip. Quarantotto pratesi rappresentano una goccia nel mare magnum degli espositori di Itma (quasi 1.700), lo zoccolo duro del “made in Italy” rappresentato da 360 aziende. Nel caso della Laip, specializzata in macchine per tintoria, il 45% del mercato è interno: il 60% di quest’ultimo è pratese. Gli incentivi dell’industria 4.0 sono stati una boccata d’ossigeno per rinnovare il parco macchine anche nel distretto tessile. Fa economia circolare da 55 anni la Dell’Orco & Villani che produce impianti per il recupero di scarti tessili. Le loro sfilacciatrici sono uniche in Italia, servono a rigenerare vari materiali per ottenere fibra da abiti usati, ritagli e cascami. «Con la nostra produzione portiamo l’economia circolare nel tessile», sottolinea l’imprenditrice Sara Dell’Orco. Dagli stabilimenti della Unitech di Montemurlo partirà per Barcellona una nuova linea di garzatrici e spazzolatrici ad alto risparmio energetico. «Si sta creando una relazione virtuosa con le aziende tessili pratesi che ultimamente hanno fatto diversi investimenti», fa sapere Andrea Piattelli, socio del gruppo Unitech.

I giovani. Che al meccanotessile pratese serva personale specializzato emerge da un’indagine di Confindustria. Nel giro dei prossimi due anni, verranno a mancare addetti al montaggio e al collaudo, progettisti e disegnatori. Non solo. Anche gli operai specializzati sono molto richiesti: montatori e assemblatori, manutentori, programmatori Plc. E il periodo di crisi fra il 2007 e il 2010 ha bloccato le assunzioni: molte aziende si ritrovano a non avere fra i propri dipendenti la fascia d’età fra i 40 e 50 anni. Occhi puntati sull’istituto Marconi che forma le nuove leve del meccanotessile. «Solo negli ultimi quattro mesi abbiamo realizzato col Marconi cinque diverse iniziative» fa sapere sempre Dell’Orco. I frutti si vedono: le iscrizioni per l’anno scolastico 2019/2020 al Marconi sono in sensibile aumento. —

Maria Lardara

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