Il Tirreno

Prato

Teatro Metastasio: ecco il classico che non ti tradisce mai

di Azelio Biagioni
Il consulente artistico del Metastasio Massimiliano Civica
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Il consulente artistico del Metastasio Massimiliano Civica

Prato, nel cartellone Cechov, Shakespeare, Molière. Tra gli autori del Novecento Fo, Pavese e Steinbeck

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PRATO. «Il progetto culturale del Met e non una presentazione della stagione 2019/2020». Così il direttore della fondazione Metastasio Franco D’Ippolito, che in una conferenza stampa fiume ha parlato degli spettacoli che si potranno vedere nei teatri che fanno capo a quello principale di via Verdi. Progetto, perché l’occasione è stato anche un momento durante il quale i responsabili di Contemporanea, Met ragazzi e Met Jazz, hanno ricordato l’importanza delle altre rassegne ma senza al momento parlare di date. Insieme a D’Ippolito quindi c’erano Edoardo Donatini, Stefano Zenni e poi il presidente della fondazione Met Massimo Bressan, il consulente artistico Massimiliano Civica, il sindaco Matteo Biffoni e la vice presidente della Regione Monica Barni.

Ancora una volta la presentazione degli spettacoli si è tenuta nella corte di palazzo Pretorio dove ai presenti è stato regalato un casco protettivo, il teatro è sempre un cantiere in movimento. La stagione (o per dirla come D’Ippolito il progetto culturale) del prossimo anno è stato chiamato “Rischiamo la felicità”. Un’affermazione che con il palcoscenico è possibile.

La stagione vede 32 spettacoli in cartellone, 16 sono produzioni, l’altra metà spettacoli ospiti. Si punta molto sui classici ma scorrendo gli artisti non ci sono grossi nomi in cartellone. In primo piano c’è sicuramente Eros Pagni che torna al Metastasio dove ha portato spettacoli di grande spessore. Pagni sarà a Prato a febbraio con “La tempesta” di Shakespeare in una produzione del teatro Stabile di Napoli – Teatro nazionale di Genova, fondazione Campania dei Festival – Napoli teatro festival Italia. Tornerà anche Maria Paiato in una produzione del Met “Madre courage e i suoi figli” di Bertolt Brecht. Shakespeare sarà di nuovo protagonista a marzo con “Macbeth, le cose nascoste”, un progetto di Carmelo Rifici che ne firma anche la regia. Rifici venne due anni fa al Met con “Ifigenia, liberata” e, lo ricordiamo, è il direttore della scuola di Teatro del Piccolo di Milano. In “Macbeth, le cose nascoste”, gli spettatori avranno il piacere di poter applaudire, fra gli altri attori, Tindaro Granata, che per il terzo anno consecutivo è di scena a Prato. Fra gli autori classici ci sono John Steinbeck, Anton Cechov, Sofocle, Molière e poi Dario Fo. Giovanni Guerrieri e Giulia Gallo sono i registi (firmano pure la drammaturgia) di “Chi ruba un piede è fortunato in amore”. «Si tratta di una commedia di Fo dei primi anni Sessanta – racconta Guerrieri – Quindi lontana dalla politica dell’autore. E’, dunque, un Dario Fo più circense, più dell’avanspettacolo, più spensierato e perché no anche più cattivo. È un titolo poco rappresentato a dire il vero, con cose pensate per quel tempo e con tanti personaggi sul palco ma con una grande sensibilità contemporanea».

Gli spettacoli saranno suddivisi nei vari teatri, quindi Met, Fabbricone, Fabbrichino e Magnolfi e in quest’ultimo torneranno anche gli incontri con gli attori di alcuni compagnie che reciteranno in quel teatro. Nel 2018/2019 l’intera attività del Met, quindi dalla stagione teatrale fino al Met jazz, ha portato ad un incasso di oltre 308mila euro in un totale di 235 giorni per 317 aperture di sipario. Gli spettatori sono stati 37. 171.
Franco D’Ippolito dichiara che rispetto all’edizione precedente le aperture di sipario sono state il 10% in più e segno più anche per gli spettatori che sono aumentati complessivamente del 15% così come gli incassi: saliti del 26%.

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