Il Tirreno

Prato

«Il genio? Chiamatelo Leonardo da Bacchereto»

di Walter Fortini
Presentato il convegno su Leonardo in programma sabato 15 giugno a Bacchereto nella sala Don Bartolini
◗
Presentato il convegno su Leonardo in programma sabato 15 giugno a Bacchereto nella sala Don Bartolini

Bacchereto si prepara sabato 15, dalle 9.15 in poi nella sala Bartolini, a una mattinata di studi per raccontare il paese al tempo di Leonardo. Lo fa partendo da una ricerca commissionata dalla Pro Loco di Carmignano ad una archivista mesi fa

3 MINUTI DI LETTURA





CARMIGNANO. «Se la storia fosse stata più giusta, il genio di Vinci si sarebbe dovuto chiamare Leonardo da Bacchereto». Il presidente della Provincia di Prato, il sindaco di Poggio a Caiano Francesco Puggelli, sa che, in assenza di documenti (che non sono stati trovati), nessuno storico sottoscriverebbe una simile asserzione. È provocazione intellettuale. Ma è plausibile che Leonardo, figlio illegittimo, sia davvero nato nella casa della nonna a Bacchereto. È certo che vi sia passato. Bacchereto si prepara sabato, dalle 9.15 in poi nella sala Bartolini, a una mattinata di studi per raccontare il paese al tempo di Leonardo. Lo fa partendo da una ricerca commissionata dalla Pro Loco di Carmignano ad una archivista mesi fa.

Tracce e documenti inediti sul genio del Rinascimento non ne sono usciti: niente di più di quello almeno che già si sapeva. Ne esce però una fotografia più nitida del paese che era nel Quattrocento al tempo di Leonardo, quando il genio di Vinci probabilmente la frequentava, ospite della nonna, spostandosi a piedi su un sentiero fino ad Anchiano che ancora esiste e che si copre in un paio di ore. Bacchereto era un borgo vivo. Lo testimonia la presenza di un notaio, che era poi il babbo della nonna di Leonardo, Lucia di Piero di Zoso, classe lei 1392. Il nonno di Leonardo, Antonio, fu invece mercante in Spagna e Marocco.

«Nel Quattrocento abitavano a Bacchereto, o per essere più precisi vi erano accatastati, oltre un centinaio di famiglie, sparpagliate in più luoghi e toponimi» racconta la ricercatrice incaricata dalla Pro Loco Veronica Vestri, che ha spulciato le fonti fiscali del paese – le dichiarazioni dei redditi, sostanzialmente – del 1427, 1460 e 1480. Gli anni di Leonardo, appunto. Bacchereto si estendeva allora fin quasi a Quarrata. Era una signoria rurale da difendere sul confine tra Firenze e Pistoia e un comunello autonomo dal Duecento. Viveva di agricoltura, ma anche di ceramiche. Numerose erano le fornaci, prima che Montelupo tra Quattro e Cinquecento avesse il sopravvento; e la nonna di Leonardo era la signora del borgo, anche lei con una fornace, dove forse Leonardo iniziò con curiosità a sperimentare. La sua era la famiglia che al fisco denunciava il possesso di più terreni. «Ci siamo mossi con un doppio intento: di indagine storica e di promozione del territorio – raccontano Carlo Attucci e Sofia Toninelli, rispettivamente presidente e consigliera della Pro Loco di Carmignano – Sapevamo che la nonna di Leonardo abitava a Bacchereto. Sappiamo delle produzione ceramica rinomata tra Tre e Quattrocento, con gli orciai del paese che rifornivano gli spedali e le case di Firenze, Prato e Pistoia. Su quelle ceramiche c’è oggi anche un museo a Bacchereto. Ma ci siamo resi conto pure che non sapevamo molto di più e così abbiano deciso di commissionare ad un’esperta un’indagine negli archivi storici».

Gli esiti saranno raccontati nel convegno, ospiti della Polisportiva che è l’autentica anima del paese. «Il mestiere della nostra associazione è proprio questo – racconta il presidente, Alessio Bellini – promuovere il territorio e continuare a farlo vivere, offrendo alla comunità qualcosa attorno a cui stringersi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web