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Pieraccioni, un ciclone di aneddoti

Azelio Biagioni
Pieraccioni, un ciclone di aneddoti

L’attore e regista fiorentino è stato ospite al Castello dell’Imperatore per il debutto di “Toscana filmmakers festival”

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PRATO. È partita la quinta edizione del “Toscana filmmakers festival” organizzata dall’associazione culturale’Cinema italiano’che andrà avanti fino al 14 giugno al Castello dell’Imperatore. Ed è stato un esordio con il botto dato che l’ospite d’eccezione della prima serata è stato Leonardo Pieraccioni. L’attore e regista per oltre un’ora si è raccontato al pubblico, intervistato dal giornalista e critico cinematografico Federico Berti. Prima però i saluti dei due direttori artistici del festival Francesco Ciampi e Simone Pinchiorri. E Ciampi, in apertura di serata, ha voluto tributare un omaggio a Rodolfo Betti, scrittore, autore di teatro e di canzoni, scomparso lunedì mattina. Pieraccioni è stato un fiume in piena, con la sua verve si è raccontato ricordando aneddoti della sua carriera di quasi 25 anni di attività.

«La Toscana – ha detto l’artista – è una delle regioni più cinematografiche del mondo. Ma ammetto che Prato, fino allo scorso anno, mi mancava nei miei film». Esattamente un anno fa, a giugno 2018, Leonardo Pieraccioni si trovava, infatti, in città per girare alcune scene del suo film “Se son rose” che verrà proiettato al Castello domenica 16 durante la programmazione dell’arena estiva. «Ci sono luoghi in Toscana con scorci eccezionali», dice. Tornando a “Se son rose” , Pieraccioni spiega come la pellicola sia stata girata nel Mugello ma con alcune scene a Prato, dove racconta di essersi trovato benissimo. Ma aggiunge anche che oggi i film per il cinema arrivano in televisione subito dopo quando invece una volta bisogna aspettare anche un paio di anni prima che venissero dati dal piccolo schermo. Pone al pubblico la domanda se in un film l’elemento fantastico aggiunge oppure distrae all’interno della commedia e definisce il cinema la più grande incognita comica. Fra i suoi film rammenta “Il ciclone”, e insiste dicendo che il cinema è una lettera che si spedisce e non sai se arriva al mittente. Berti lo invita poi a raccontare qualche curiosità di quando girò il film “Il mio West”, dove recitò accanto a due mostri sacri del calibro di David Bowie e Harvey Keitel.«Aver lavorato insieme a loro – dice Pieraccioni – penso sia accaduto perché ci sono cose che succedono perché devono succedere» . E ricorda quelle giornate trascorse in Garfagnana (il film venne girato a Campocatino, nel comune di Vagli Sotto) in compagnia di questi due grandi artisti. Poi fra i ricordi rammenta quella sera in cui andò a cena con Alberto Sordi, il suo essere molto attivo sui social, «Mi diverto», e di come lui si definisca un cabarettista prestato al cinema. E di come sia felice di andare in giro nei teatri con lo spettacolo che lo vede protagonista insieme a Carlo Conti e Giorgio Panariello. Poi a Leonardo Pieraccioni è stato consegnato un premio speciale dal portale di informazione cinematografica www. cinemaitaliano. info.

Azelio Biagioni

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