Gioco
La manifestazione di Forza Nuova per la Procura era apologia del fascismo
Avviso di garanzia all’organizzatore Massimo Nigro, a cui si contesta anche di non aver impedito il corteo dei “camerati”
prato. Quello che era sotto gli occhi di tutti da almeno quattro mesi ora è diventato un’ipotesi di accusa. Apologia del fascismo: questo contesta la Procura al leader pratese di Forza Nuova, Massimo Nigro, l’organizzatore della contestata manifestazione del 23 marzo in piazza del Mercato Nuovo, che lunedì ha ricevuto un avviso di garanzia e nei prossimi giorni sarà interrogato dal procuratore Giuseppe Nicolosi e dal sostituto Laura Canovai, titolari del fascicolo d’inchiesta.
I fatti sono noti. All’inizio di febbraio il movimento neofascista avvisa la Questura che il 23 marzo si terrà una manifestazione sul tema dell’immigrazione. In realtà si vuole celebrare il centenario della fondazione dei Fasci italiani di combattimento (Milano, 23 marzo 1919), l’anticamera del fascismo. Gli organizzatori non fanno molto per nascondere le loro reali intenzioni. In una mail inviata ai giornali e sulla pagina Facebook che annuncia l’evento si parla esplicitamente dei “patrioti” del 1919: “Esattamente cento anni fa gli italiani marciarono compatti contro l’invasione bolscevica...”. Per chi avesse ancora qualche dubbio gli stessi organizzatori piazzano un bel “100” contornato da foglie di alloro sul volantino della manifestazione. Partono le prime proteste, ma per il questore Alessio Cesareo, chiamato a vigilare sull’eventualità che qualcuno voglia davvero celebrare il fascismo e, nel caso, negare l’autorizzazione alla manifestazione, non c’è nulla di male. «La richiesta è stata presentata nei termini - dice - e per motivi legittimi, si parla di immigrazione. Se poi ci saranno forniti altri elementi li esamineremo». In realtà gli elementi sui quali ora la Procura basa l’accusa di apologia del fascismo c’erano già, nero su bianco. Tutto viene rimandato al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, che nonostante l’opposizione del sindaco Matteo Biffoni traccheggia fin quasi alla vigilia della manifestazione, la prefetta Rosalba Scialla si rimette alla decisione del questore e la manifestazione viene autorizzata, salvo vietare all’ultimo momento il corteo e prescrivere un “presidio statico” in piazza, quando già il Comune aveva istituito tutti i divieti di sosta che faranno arrabbiare migliaia di pratesi. Nel frattempo un cartello di 65 associazioni indice una contromanifestazione in piazza delle Carceri, che il 23 marzo si riempie di migliaia di manifestanti antifascisti, mentre il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore ne raccoglie poco più di 150 in piazza del Mercato Nuovo.
A Nigro, oltre all’apologia del fascismo ai sensi della legge Scelba del 1952, una delle mano applicate del nostro ordinamento, la Procura contesta anche la violazione dell’articolo 18, ultimo comma, del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per aver contravvenuto alla prescrizione della Questura, cioè per aver non aver impedito il corteo.
I “camerati” infatti marciarono dalla stazione centrale fino alla piazza e Nigro è accusato di non essersi efficacemente adoperato per impedire che ciò accadesse.
Il funzionario della Questura che il 23 marzo ha gestito l’ordine pubblico in piazza (e che ordinò agli agenti di identificare tutti i giornalisti, provocando anche interrogazioni parlamentari) è stato promosso questore vicario a Viterbo.
La lista di Forza Nuova è stata poi estromessa dalle elezioni comunali perché non è riuscita a raggiungere il numero minimo di firme a sostegno della candidatura di Massimo Nigro. Alle elezioni europee del 26 maggio la lista di Forza Nuova a Prato ha raccolto 155 voti, pari allo 0,17%. —
Paolo Nencioni
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