Sicurezza
Bresci e Recaldin (Lega) alla Mazzetti: «Abbiamo perso per colpa vostra»
prato. «In politica, così come in economia, si parla coi numeri». Così il consigliere provinciale Diletta Bresci e il commissario della Lega Andrea Recaldin rispondono alle critiche della deputata di Forza Italia Erica Mazzetti all’indomani della sconfitta di Daniele Spada. Parole che Bresci e Recaldin bollano come «sconvolgenti».
«Riteniamo doveroso – dicono Bresci e Recaldin – difendere i risultati della Lega ed altrettanto importante valutare le cause della sconfitta. Il 26 maggio ben 19.733 pratesi hanno deciso di dare fiducia al nostro movimento, esprimendo per i candidati di lista un totale di oltre 4.000 preferenze, segno che la nostra sia a tutti gli effetti una classe dirigente valida e conosciuta in città. Prima di venire a fare i conti alla Lega, l’onorevole Mazzetti farebbe bene a guardare in casa propria. Forza Italia a Prato ha raccolto poco più del 3% di consensi posizionandosi come fanalino di coda della coalizione, i suoi candidati hanno portato in dote meno di un migliaio di preferenze».
«Non pensiamo poi che si possa parlare di gioco di squadra quando, fin da metà febbraio, da parte dell’onorevole ci sono stati solo attacchi nei confronti della Lega e mancanza di entusiasmo, tutti elementi che hanno sicuramente giocato un ruolo negativo sull’andamento delle elezioni».
«Non è certo nostra intenzione far volare gli stracci, ma dopo una sconfitta bisognerebbe fare autocritica, cercando di capire quali siano state le cause del risultato. La Lega ha dato il massimo, ed i 6 consiglieri eletti ne sono la prova. La stessa cosa non si può certo dire di chi oggi invece sbraita e lo continuerà a fare dall’esterno del consiglio comunale per i prossimi 5 anni. Al ballottaggio i nostri due schieramenti, centrodestra e centrosinistra, hanno raccolto più o meno la stessa cifra elettorale conseguita nel primo turno, quello che ha fatto la differenza è stata la totale assenza di quelle forze politiche che, presentandosi come alternative, hanno invece preferito disertare le urne e consegnare nuovamente in mano al Pd la città». —
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