Uno, due, tre via: partito l’apista Gragnaniello. Direzione Capo Nord
Il pensionato montemurlese ha ricevuto il saluto di buon viaggio dal sindaco Calamai che gli ha regalato un portachiavi portafortuna
MONTEMURLO. La straordinaria avventura “a 3 ruote” di Angiolo Gragnaniello è cominciata. Poco dopo le 9 di lunedì 10 il pensionato montemurlese – 70 anni a luglio, ex programmatore informatico – è partito dalla sua casa di Bagnolo a bordo del suo Ape 50 camperizzato per un viaggio fuori dal comune: destinazione Capo Nord, in Norvegia, e ritorno. Ottomila chilometri attraverso 40 tappe che toccheranno 11 Paesi d’Europa. Vietate autostrade e superstrade – sulle quali l’Ape non può circolare – e anche gli alberghi: si dorme nel retro del mezzo, che grazie ad un pianale di legno retraibile e un materasso pieghevole, diventa una “confortevole” camera da letto con vista sulle stelle. «Non è certo un albergo di lusso, ma c’è tutto quello che serve» scherza Gragnaniello, che dell’ironia, unita alla passione irrefrenabile per i viaggi, ha fatto il suo punto di forza.
“Tre ruote e una gamba” si legge su un cartello sul suo apecar rosso fiammante: «È il mio stemma da cavaliere – commenta orgoglioso –. Con queste 2 cose posso andare ovunque». Gragnaniello ha infatti una protesi alla gamba destra, amputatagli da giovane, e, stranezza del destino, fu proprio la sua disabilità a fargli incontrare per la prima volta l’Ape 50 nel 1970, quando, prima di riuscire ad ottenere la patente, era l’unico mezzo che potesse guidare. E nacque un grande amore. Che lo porta lontano, come in questa “spedizione”, l’ultima di una serie che negli ultimi anni lo ha visto raggiungere, tra le tante, Medjugorje e Santiago de Compostela. L’obiettivo è arrivare a Capo Nord per il 21 giugno, solstizio d’estate. Una sosta di una notte e via, si torna indietro, lungo una strada diversa.
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.30042598:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2019/02/26/news/angiolo-il-giramondo-slow-col-suo-ape-50-camperizzato-foto-1.30042598]]
«Il bello di questa esperienza non è andare a vedere Capo Nord – spiega l’”apista” – ma il viaggio. Vedere luoghi e paesaggi di cui, viaggiando a 130 chilometri all’ora in autostrada, perderesti la bellezza». Il rientro a casa è previsto intorno al 5 luglio, dopo circa 25 giorni d'avventura che Gragnaniello condividerà con il cuneese Davide Rabbia, suo compagno viaggio già nella spedizione in Bosnia. L’incontro tra i due a Trento, la prima sera di viaggio. Da lì proseguiranno insieme per la seconda tappa: Monaco di Baviera. La parte del viaggio che Gragnaniello aspetta con più emozione è partire.
«Mi dà un grande senso di libertà – dice –. Se poi proprio devo scegliere sono curioso di vedere la Finlandia, coi suoi laghi». E sulle paure: «Non ne ho – rivela –. Sono sicuro che gli imprevisti ci saranno, fa parte del viaggio, come della vita. Ma li affronteremo».
A salutare il coraggioso “apenauta” alla partenza e fargli l’in bocca al lupo da parte della città, c’era anche il sindaco di Montemurlo Simone Calamai: «Non potevo mancare – ha detto –. Un’esperienza come questa deve essere raccontata, perché ci vuole davvero tanta passione per fare un viaggio così. E Angiolo ce l’ha». Calamai ha portato a Gragnaniello anche alcuni doni con lo stemma di Montemurlo, tra cui un portachiavi, a cui attaccare le chiavi dell’Ape. «Lo porterò sempre con me – ha detto l'apista – così che si sappia da dove vengo». La promessa poi, al suo ritorno, è di incontrare i montemurlesi in palazzo comunale per raccontare loro la sua incredibile avventura.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
