Morto a 87 anni Rodolfo Betti Divertì generazioni di pratesi
Ha scritto testi per tante Riviste delle Pagliette, canzoni e libri umoristici Il ricordo della presidente del Politeama: «Era di una comicità unica»
PRATO. L’intera città piange la scomparsa di Rodolfo Betti, un uomo buono, dotato di una carica di ironia e che a Prato viene ricordato, fra le altre cose, quale autore dei testi di tante Riviste delle Pagliette. Betti è morto lunedì mattina, a breve avrebbe festeggiato le 87 primavere. È stato autore di testi teatrali e di canzoni insieme a Roberta Betti (che ha composto le musiche). Stesso cognome ma per niente parenti, legati invece da un’amicizia di quelle vere, che oggi non si trovano più. «Di Rodolfo ricordo tutto – commenta Roberta Betti – Ma adesso è un momento di grande dolore. Eravamo amici, di quelli veri. Dopo mangiato veniva sempre a trovarmi a casa fin quando la salute glielo ha permesso, era di una comicità unica». Fu la signora Betti a introdurlo nel mondo della Rivista delle Pagliette. «Si è così – conferma la presidente del Politeama – Era il 1955 quando lo portai alla Rivista. Lo presentai al regista di allora e gli dissi che c’era un ragazzo davvero bravo che aveva già fatto degli spettacoli e così inizio la sua carriera recitando». Roberta Betti sfoglia l’album dei ricordi e pensa al caro amico, da quella prima volta nel 1955 al Metastasio, poi alla Guido Monaco e alle tante Riviste e canzoni scritte insieme. Eravamo un bel duo – ricorda – Rodolfo si occupava dei testi, io delle musiche». Quando le chiediamo quale sia la Rivista che più di altre rammenta, Roberta Betti non esita un istante «È Brodo-Way», risponde. Poi parla di quando per il rione giallo a Carmignano il duo Betti scrisse una canzone per la corsa dei ciuchi. «E quel testo vinse – ricorda Roberta Betti – E ancora oggi canticchiano quella canzone». Tutti oggi sono più tristi per la morte di Rodolfo Betti con il suo tipico intercalare “A un certo momento”. E proprio queste parole si sentono all’inizio del secondo atto della Rivista delle Pagliette in occasione dei 70 anni di questo appuntamento. «Volevamo che in qualche maniera ci fosse anche Rodolfo – commenta Gabriele Villoresi presidente dell’associazione club delle Pagliette – Così andammo a casa sua e registrammo la sua voce. Nella Rivista era un responsabile di una torre di controllo e non poteva mancare il suo tipico modo di dire, a un certo momento. Era un omaggio doveroso a un padre della Rivista». Villoresi lo definisce veramente geniale: «Un grande sceneggiatore – dice – E poi la sua comicità, i tempi giusti. Nella Rivista è stato una istituzione. Prima attore, poi collaboratore alla regia e poi regista e autore dei testi e delle canzoni le cui musiche le scriveva Roberta Betti». E da scrittore Betti lascia un grande patrimonio culturale, i tanti libri sulla storia di Prato e sui suoi personaggi. È stato anche una penna del Tirreno. Anni fa ogni domenica deliziava i lettori con un articolo sui personaggi pratesi.
I funerali si terranno domani alle ore 10, 30 nella chiesa della Sacra Famiglia. E in tanti appresa la notizia della morte di Rodolfo Betti avranno ascoltato sicuramente un suo successo, firmato insieme a Roberta Betti, “Se fosse che Prato la un ci fosse”. –
Azelio Biagioni
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