Il Tirreno

Prato

l’intervista 

Biffoni: «La città ha respinto la logica del conflitto, la vita vera è altrove...»

Paolo Nencioni
Biffoni: «La città ha respinto la logica del conflitto, la vita vera è altrove...»

Il sindaco rieletto elenca gli errori del centrodestra e annuncia le priorità del nuovo mandato a partire dal Soccorso 

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prato. Sì, era proprio questo il futuro che la maggioranza di chi è andato a votare domenica voleva per la propria città, rispondendo nelle urne alla provocatoria domanda fatta il 29 maggio dal candidato del centrodestra Daniele Spada sull’eventualità che in consiglio comunale approdassero due cinesi targati Pd (e un romeno, bisognerebbe aggiungere, espresso dalla Lega). All’indomani della vittoria il riconfermato sindaco Matteo Biffoni non l’ha detto a chiare lettere, ma l’ha fatto capire.

La voce roca come dopo un derby, il capello rimesso a posto, la cravatta regimental delle grandi occasioni, Biffoni si è presentato in consiglio per ringraziare gli elettori e rispondere alle domande dei cronisti, sotto gli occhi di quasi tutta la sua vecchia giunta. È arrivato a piedi perché aveva lasciato lo scooter in San Domenico e gli ci sono voluti tre quarti d’ora solo per liberarsi dalle strette di mano al mercato, sul telefonino 1.008 messaggi whatsapp ai quali non ha fatto in tempo a rispondere (probabilmente c’è anche quello di Daniele Spada).

Come si spiega la sua vittoria e che cosa ha sbagliato il centrodestra?

«Credo che la città abbia voluto respingere un messaggio di conflitto, che porta solo altro conflitto. La vita vera è diversa, è fatta di scuole, parrocchie, impianti sportivi. Sono queste le cose che rimangono, finiti gli slogan. Matteo Salvini è venuto per due volte in un mese a lanciare messaggi muscolari, ma i pratesi vivono la vita vera e quest’approccio aggressivo alla fine stanca. Noi abbiamo fatto uno sforzo faticoso per raccontare un’altra storia. Qui non c’è il tutto bene o il tutto male, è una città incasinata che però ha detto basta ai bracci di ferro».

C’è stato un momento, dopo il 26 maggio, in cui ha capito che avrebbe vinto?

«Non c’è stato un momento particolare, ma girando per la città faticavo a leggere un clima così negativo come lo dipingevano gli altri. Certo, c’era sempre il rischio di vivere in una bolla, ma così evidentemente non è stato».

Quali sono le priorità di questo secondo mandato?

«Il sottopasso del Soccorso, la palazzina del nuovo ospedale e l’abbattimento di quello vecchio. Tutto quello che abbiamo seminato in questi anni è venuto il momento di raccoglierlo. La prossima settimana ci sarà il sopralluogo per l’abbattimento della rifinizione al Soccorso. L’Anas ci dice che la copertura economica è completa. Semmai attendiamo ancora la Valutazione di impatto ambientale per l’allargamento dell’Interporto. Se ci facessero sapere qualcosa non sarebbe male. Tra le priorità ci metto anche l’accordo con la Regione sullo smaltimento degli scarti tessili, ci siamo vicini».

C’è qualcosa che ha fatto negli ultimi cinque anni e non rifarebbe?

«Abbiamo perso due anni e mezzo sulla questione della copertura della piscina. Lì forse ho sbagliato, ma col senno di poi... Di sicuro è stata una decisione meditata».

Quando sarà presentata la nuova giunta e da chi sarà composta?

«I nomi ancora non ci sono. Quanto ai criteri, a chi entrerà in giunta chiederò passione e lealtà. Passione significa lavorare molto, se c’è da andare a un incontro di sera ci si va, si ascolta, si espongono le proprie ragioni. Lealtà significa che l’ultima parola l’ha sempre il sindaco, ma voglio gente che mi dica senza peli sulla lingua se c’è qualcosa che non va. Poi si esce con la posizione della giunta e a quella ci si attiene. Per la composizione della nuova squadra credo sia questione di giorni, il tempo di confrontarci coi partiti che ci hanno sostenuto, com’è giusto».

Lei sostiene che la campagna aggressiva del centrodestra alla fine ha giovato al Pd. Può essere successa la stessa cosa per certe decisioni prese da questore e prefetto, per esempio sulla manifestazione di Forza Nuova per il centenario del fascismo e per altre iniziative impopolari?

«Io da sindaco lavoro con il questore e con il prefetto e li rispetto. Continuerò a farlo cercando di condividere le scelte e quando non sono d’accordo su certe cose lo dico e lo dirò al Comitato per l’ordine pubblico. Poi ognuno si assume la responsabilità delle proprie scelte».

Che cosa può dire a chi ha votato Salvini alle Europee e Biffoni alle comunali?

«Che continueremo a lavorare per garantire più sicurezza come abbiamo fatto finora. Che le regole vadano rispettate lo diamo tutti per scontato». —

Paolo Nencioni

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