Il Tirreno

Prato

Una città orgogliosa che vuole vivere a testa alta

Giovanni Ciattini

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Una vittoria netta, senza discussioni. Non è stata facile stavolta: il testa a testa con Roberto Cenni, cinque anni fa, si era concluso in maniera devastante per il sindaco civico uscente del centrodestra: 53.167 voti per Biffoni (58,18%), 26.245 (28,7%) per Cenni. Il confronto di ieri, dopo aver costretto il candidato sindaco del centrodestra Daniele Spada ad andare al ballottaggio, ha però dimostrato che Biffoni era in grado di ingranare una marcia lunga e distanziare il diretto rivale: 56,1% contro 43,8% . In questi anni, sulla scia di Nardella, Biffoni è riuscito a far dimenticare il marchio di provenienza: essere un sindaco “renziano”. No, il primo cittadino di Prato ha dimostrato di essere un sindaco in grado di essere un timoniere dal polso saldo. Capace di navigare in acque agitate senza perdere la testa. La vicenda tormentata della demolizione dell’ex ospedale Misericordia e Dolce che avrebbe portato alla nascita del Parco urbano e che poi si è arenata nelle battaglie burocratiche, non lo ha scoraggiato. E lo stesso vale per l’eterno progetto di superare il nodo del Soccorso: il futuro sottopasso non è ancora dietro l’angolo ma è più vicino. Ma oltre a questi brutti rospi da digerire alle sue spalle Biffoni ci sono le tante realizzazioni che hanno fatto compiere un salto di qualità alla città: per i giardini e spazi per i bambini, le piazze tornate a vivere nelle frazioni, le scuole ancora più funzionali e accoglienti. Lo spauracchio, il bau bau della sicurezza personale o delle cose minacciata giorno e notte, non ha spaventato Biffoni. Alle forze dell’ordine il compito di occuparsi della delinquenza, al sindaco il compito di rendere Prato una città più sicura e vivibile nelle sue forme più naturali. Videosorveglianza, illuminazione e polizia municipale sono punti di forza per una città che necessità di avere diritto di non restare sempre sotto una costante cappa di percezione di insicurezza. E a Matteo Biffoni va riconosciuto anche il merito di aver fatto ritrovare alla città in generale, e alla sinistra in particolare, il senso di appartenenza. Orgogliosamente antifascista. Una Prato che ha richiamato migliaia di persone in piazza Santa Maria delle Carceri. Non per il comizio di Salvini, sponsor del candidato sindaco Spada e selfie-man, quanto piuttosto opporsi alla manifestazione organizzata da Forza Nuova per celebrare il centenario del fascismo.

Daniele Spada, cooptato dalla Lega, dopo i molti dubbi di Forza Italia ma anche di alcuni dirigenti verdi, ha indossato l’abito del buon leghista. Tante idee moderate, disponibilità all’ascolto, volto portante più al sorriso che ad un urlo scomposto. C’è stata una contrapposizione vera ma non ottusa, tutt’altro. Qualche distinguo sulla partecipazione dei neoconsiglieri di origine cinese ma poco altro. Invece del nuovo corso di Biffoni la prima immagine che ci viene è questa: un consiglio con più donne e con più facce fresche. E questo non è poco. —

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