Sicurezza
In 5 anni oltre 700 fallimenti e nel 2019 già 58 procedure
I dati comunicati al convegno dei commercialisti alla Camera di commercio. Nell’agosto 2020 con la riforma cambierà tutto, a partire dai termini utilizzati
PRATO. A partire dal 2014 a Prato ci sono stati 703 fallimenti, 69 concordati, 48 composizioni delle crisi e 2 liquidazioni coatte ammnistrative. Sono i dati del tribunale resi pubblici ieri alla Camera di commercio durante un convegno organizzato dall’ordine de commercialisti sulle novità legislative delle crisi d’impresa. Sul fronte fallimenti nel 2019 si registrano già 58 procedure (sono state 130 nel 2014;167 nel 2015; 117 nel 2016, 119 nel 2017, 112 nel 2018). Lo strumento del concordato, dopo anni di boom, viene sempre meno utilizzato perché la gestione dei crediti è diventata più stringente e deve essere garantito almeno il 20% (sono stati 22 nel 2014, 27 nel 2015, 13 nel 2016, solo 7 nel 2017, per poi scomparire nel 2018 e 2019). Nel 2015, con 1 solo caso, ha esordito la composizione della crisi, in forza della legge 3 del 2012 che riguarda in particolare le persone fisiche non soggette alle regole fallimentari: i casi registrati sono 5 nel 2016, 15 nel 2017, 18 nel 2018 e già 8 nel corso del 2019).
A partire dall’agosto 2020 ci sarà una sorta di rivoluzione, anche per le piccole imprese. «E’ una riforma di sistema che adegua la normativa italiana a quella internazionale», sottolinea Luciano Panzani, presidente della Corte di appello di Roma, componente della commissione che ha lavorato al testo. Gestire le crisi aziendali prima che si arrivi sull’orlo del baratro, salvaguardando l’attività e il valore delle imprese. Questo l’obiettivo su cui è stato costruito il nuovo Codice della crisi d’impresa che è al centro della giornata di confronto promossa dall’ordine dei commercialisti di Prato. Alla Camera di commercio sono intervenuti questa mattina il presidente del tribunale, Francesco Gratteri e i presidenti Consiglio nazionale dei commercialisti e dell’ordine pratese, Massimo Miani e Filippo Ravone. Con loro esperti e docenti universitari provenienti da tutta Italia per puntare i riflettori sull’atteso testo unico sulla legislazione fallimentare, 390 articoli scritti con la finalità di razionalizzare le procedure e di favorire una tempestiva emersione delle crisi aziendali.
Mentre il nuovo scenario normativo cancella definitivamente - anche da un punto di vista linguistico - i termini fallito e fallimento sostituendo quest’ultimo con la liquidazione giudiziale, il quadro pratese delle crisi d’impresa degli ultimi cinque anni mette in evidenza una situazione articolata.
«E’ sicuramente la procedura di allerta una delle grandi novità della riforma che investe anche le piccole e medie imprese del distretto tessile – mette in evidenza Ravone - è una procedura che deve essere ben gestita e magari anticipata da una valutazione corretta della situazione aziendale. Soprattutto le piccole e medie imprese devono cambiare approccio». Il presidente Miani ha sottolineato che «è decisivo in questa prospettiva il ruolo dei commercialisti e dei consulenti d’azienda nello svolgimento dell’azione preventiva».
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