Lutto
Spada: «Il nodo del Soccorso va sbloccato, movida controllata dalla polizia municipale»
DANIELE SPADA
PRATO. Daniele Spada, 46 anni, dirigente Confcommercio, consigliere di circoscrizione di Forza Italia dal 1995, poi consigliere comunale dal 1999 al 2004. Sposato con Rita Romagnoli, conosciuta quando era consigliera comunale Ds nel 1999, padre di Edoardo 10 anni e Ofelia 8. È candidato sindaco del centrodestra atteso alla sfida del ballottaggio di domenica 9 giugno.
Daniele Spada non è iscritto alla Lega ma si sente un leghista. Un leghista moderato. Una rarità?
«Per quanto io non sia iscritto mi sento molto vicino alla Lega. Mi hanno indicato come candidato e io mi riconosco nella Lega. Non credo che si debba, sempre e comunque ,urlare e strillare per essere leghisti. L’importante è inviare il giusto messaggio. Ci sono alcuni modi e forme più incisivi e altri meno. Non mi sono mai considerato, e non lo sono, un estremista. E non ritengo la Lega un partito estremista. A volte, anch’io, nelle ultime settimane ho acceso i toni, ma anche con le mie idee non sono mai stato un estremista».
Ci potrebbe spiegare il significato del post su Facebook indirizzato ai due possibili consiglieri comunali di origine cinesi tacciato di xenofobia?
«Sapevamo di sollevare un vespaio quando abbiamo fatto il primo post. In realtà riprendeva un articolo del Tirreno sull’ipotesi dell’ingresso in consiglio comunale di Marco Wong e Teresa Lin in caso di vittoria di Biffoni. Nel secondo post si poneva una domanda: è questo il futuro di Prato che vorreste? Ma poi lo abbiamo spiegato. Abbiamo gettato un sasso nello stagno per far nascere la discussione. Era chiaro che lasciato così sarebbe stato equivocato ma la seconda parte conteneva la spiegazione. Ovvero ciò che affermavano Wong e Lin nel loro materiale elettorale: votate il futuro di Prato. Sono sicuro che siano persone degnissime e, anche se non lo fossero, sono state votate dai cittadini. Nessuno li contesterebbe mai, e la mia storia lo testimonia, in quanto cinesi, per carità. Un esempio: il candidato più votato dalle Lega è un ragazzo di origine rumena. Sgomberiamo il campo dagli equivoci. Noi contestiamo il fatto che si rivolgessero alla comunità cinese, parlando di futuro di Prato alla comunità cinese, scrivendolo in cinese e poi in italiano. Ovvero a quella parte che ancora dimostra di non volersi integrare pienamente. Chi vuole concorrere ad una carica pubblica per il consiglio comunale di Prato non deve utilizzare la lingua cinese visto che ancora ci sono tanti passi da fare».
Che cosa significa la parola sicurezza per il candidato sindaco del centrodestra? «Per quanto riguarda l’aumento della presenza delle forze dell’ordine a Prato lavoreremo in questo senso col ministero dell’Interno. Aumenteremo le telecamere. Firenze ha 400 telecamere, Prato 140. Dobbiamo aumentarne. Sulla sicurezza si può anche investire meglio le risorse. Come i 94mila euro stanziati per i robottini chiamati a vigilare sulle piste ciclabili. Con quei soldi avremmo potuto installare 100 telecamere. Faremo anche di tutto per aumentare l’organico della Polizia municipale. Ma anche con l’attuale organico si può immaginare una diversa organizzazione con presenze nei quartieri».
Perché la critica “inconcludente” rivolta alla giunta Biffoni spesso ricorre nei suoi discorsi pubblici?
«Al di là dell’attività frenetica degli ultimi tempi della giunta Biffoni, quasi per cercare di recuperare quanto è non è stato fatto in cinque anni, è appare chiaro che la città è stata lasciata andare. Una città trasandata nella sua vita quotidiana. Oggi è una città più sporca. Il sistema della raccolta porta a porta è più costoso e scomodo. Un servizio che crea disagi ai cittadini. Lo vogliamo superare mantenendo la raccolta differenziata e lasciando anche la raccolta porta a porta in quelle zone della città dove funziona. Pensare sistemi alternativi nei quartieri più popolari dove regna la sporcizia. Prima a Prato non si vedevano i topi. Ora li si vedono anche al secondo o al terzo piano di un palazzo. La scelta sbagliata è stata quella di imporla in tutta la città. Quando a Prato tira vento, e a Prato tira tanto, la sporcizia si sparge dappertutto».
Le grandi opere: progetto del sottopasso del Soccorso e parco urbano all’ex Misericordia e Dolce.
«Il Soccorso va sbloccato. Ci confronteremo con Anas col sovrappasso o col terrapieno perché così risolveremo il problema e costerà infinitamente meno. E così faremo ripartire la città. Penso, parlando del futuro parco urbano, al quale purtroppo sarà difficile poterci opporre. Il progetto non mi è mai piaciuto: una distesa di siepi senza senso costata un’esagerazione. Invece è bene che la città si confronti su quel progetto che insiste su un’area importante a ridosso del centro ».
La movida rivitalizza le notti del centro storico ma spesso suscita le proteste dei residenti. Come intervenire?
« Le regole ci sono e vanno rispettate, ma l’amministrazione non ci è riuscita. I locali possono restare aperti, per convenzione, fino alle 2. La mia volontà è quella di mantenere pattuglie di polizia municipale dalle 24 alle 3. A tutela dei locali, dei residenti e della clientela, andando a colpire quei pochi maleducati che urlano alle 2 notte e orinano dappertutto». —
Giovanni Ciattini
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