Attenzione
Spada e Garnier hanno dubbi sull’impatto delle onde 5G
PRATO. «Sono tre i temi che saranno messi in discussione se vincerà il centro destra – dicono il candidato sindaco Daniele Spada e l’alleata Marilena Garnier – l’ambiente, le infrastrutture con il no all’aeroporto di Firenze e il 5G». Tre tematiche dove entrambi i candidati si sentono forti e vogliono mettere al primo posto la salute dei cittadini. «L’accoglimento del Tar di fermare la realizzazione del nuovo aeroporto è un pericolo scongiurato per la città di Prato – illustra Spada – Il cerchio magico voleva solo i loro interessi a danno della collettività. Noi siamo per migliorare quello di Pisa soprattutto dando la possibilità ai tanti passeggeri di avere un accesso veloce e rapido». «Ci sarebbe stato un deprezzamento delle case e un aumento dell’inquinamento nella zona tra Agliana e Peretola – spiega Garnier – Fin da quando sono entrata in consiglio comunale nel 2014 ho sempre detto no a questa operazione». «Sul 5G dobbiamo essere sicuri degli effetti di queste onde – continua Spada – noi siamo per il principio di precauzione e tra l’altro – interviene Garnier – verranno installate altre antenne in diverse parti della città e per far sì che le onde possano andare a velocità superiore e in modo allineato dovranno essere tagliati numerosi alberi. Se penso all’operazione fatta in viale Montegrappa un’idea potrebbe essere anche quella di dare spazio a queste onde. Non voglio poi entrare nel ruolo che ricopre Marco Wong in Huawei, anche in questo caso ho fatto un esposto per cercare di capire il motivo e se è tutto regolare nell’intervento di viale Montegrappa». Il terzo punto è senz’altro quello più annoso perché la volontà è quella di voler spostare l’inceneritore ma non è così semplice la soluzione. «In questo momento c’è una procedura di valutazione dell’impatto ambientale per la costruzione del nuovo impianto di smaltimento dei fanghi – spiegano Spada e Garnier – vogliamo valutare attentamente questo progetto insieme a tutte le parti in causa compresi gli industriali e i cittadini perché non è possibile che gli abitanti dei paesi vicini debbano respirare cattivi odori. Una soluzione potrebbe essere anche quella di trasformare o addirittura spostare l’attuale inceneritore in vero depuratore. Ci batteremo in regione per attivare ii progetti di bonifica ora fermi». —
Vezio Trifoni
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