Sicurezza
Scontro tra bande, arresti a Prato: i complimenti di Salvini. Ma la Procura non gradisce
Il ministro dell'Interno ha anticipato i risultati di un'operazione dei carabinieri nell'ambito dell'inchiesta sulla maxi-rissa nel parcheggio delle Cascine di Tavola: "La pacchia è finita". Ma dei dieci ricercati ne sono stati rintracciati solo tre
PRATO. I carabinieri di Prato stanno eseguendo in queste ore dieci ordinanze di custodia nei confronti di altrettanti cinesi nell'ambito dell'inchiesta dei sostituti Lorenzo Gestri e Gianpaolo Mocetti su uno scontro tra bande per il controllo della prostituzione che il 4 luglio 2018 provocò quattro feriti nel parcheggio di via Traversa del Crocifisso, davanti alle Cascine di Tavola.
A dare la notizia è stato lo stesso ministro dell'Interno Matteo Salvini, che nella mattinata di oggi, 6 giugno, si è complimentato coi carabinieri del Comando provinciale: "Si erano fronteggiati a Prato con coltelli e pistole per il controllo della prostituzione: dieci cinesi, tra cui sei clandestini, sono stati arrestati. Grazie ai carabinieri! Nessuna tolleranza per i delinquenti: per loro la pacchia è finita!". Ma l'uscita del ministro non è piaciuta al procuratore Giuseppe Nicolosi. Il motivo è comprensibile: nonostante già alle 10 Salvini avesse annunciato dieci arresti dettando una breve dichiarazione all'Ansa, alle 13 risultavano eseguite solo tre ordinanze di custodia (due in carcere e un obbligo di dimora con divieto di uscire nelle ore notturne). Altri sette destinatari delle misure di custodia cautelare, tutti cinesi, non sono stati rintracciati e c'è il rischio che abbiano appreso la notizia dai mezzi d'informazione, rendendosi irreperibili.
Era già successo a dicembre, quando il ministro Salvini anticipò i risultati di un'operazione contro la mafia nigeriana a Torino, innescando una durissima polemica col procuratore Armando Spataro. In quel caso sei dei quindici ricercati non furono arrestati.
QUANDO CROZZA PRENDEVA IN GIRO IL MINISTRO - VIDEO
La sera del 4 luglio dell'anno scorso furono esplosi almeno cinque colpi di pistola calibro 9 da due diverse armi nel parcheggio delle Cascine di Tavola. Nessuno dei quattro feriti però fu colpito dai proiettili, ma all'ospedale furono riscontrate lesioni da arma da taglio. Uno dei quattro, anche lui cinese, era lì per caso e fu colpito per sbaglio.
Al termine dello scontro con bastoni e coltelli i partecipanti al regolamento di conti si erano allontanati a bordo di alcune auto. Poco dopo un quarantenne orientale fu lasciato sanguinante dai connazionali in via Fiorentina e fu soccorso in codice rosso. Altri due cinesi arrivarono più tardi in ospedale con mezzi propri, anche loro feriti da arma da taglio. Ora sono tutti accusati di rissa aggravata dall'uso delle armi (che non sono state trovate), lesioni e detenzione di arma da fuoco.
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Tra gli arrestati figurano Lin Xia, 49 anni, detto Lucas, ritenuto gestore e socio occulto dell'Hotel Luxury di via Paronese (l'edificio a forma di pagoda accanto alla caserma dei vigili del fuoco), e Pan Hongqiang, 48 anni, , detto Dongbei, già in carcere da tempo per estorsione e protagonista di un violentissimo pestaggio in un affittacamere di via Marianna Nistri. Lin e Pan sarebbero i capi dei due gruppi che si sono affrontati il 4 luglio 2018 nel parcheggio delle Cascine. Obbligo di dimora con divieto di uscire nelle ore notturne per Zhao Tong, una donna di 30 anni.
Gli investigatori agli ordini del colonnello Marco Grandini ritengono che all'origine del violento scontro tra i due gruppi, a cui hanno preso parte anche sei clandestini, ci sia soprattutto il controllo della prostituzione che viene esercitata negli alberghi dopo le serate a base di droga nei circoli privati cinesi, uno dei quali è stato chiuso proprio martedì sera a San Giusto dopo un'indagine della squadra mobile della polizia.
Oltre a Zhao Tong, ci sono altre due donne di 35 e 38 anni nell'elenco delle persone da rintracciare, presenti durante la rissa. Sono proprio le tre donne l'oggetto del contendere. I due gruppi rivali ne rivendicavano il "possesso" ai fini dello sfruttamento della prostituzione e il contrasto avrebbe portato al regolamento di conti, che avvenne poco prima delle 20, quando ancora il parcheggio delle Cascine era affollato di persone che erano andate a fare una passeggiata.
Secondo il procuratore Nicolosi e il colonnello Grandini lo scontro di luglio fu solo la punta dell'iceberg. Dietro ci sarebbero grossi interessi economici e la presenza di una criminalità organizzata, che pur non potendosi qualificare come mafia, perché non ha il controllo del territorio, è estremamente pericolosa, anche perché i suoi membri sono in possesso di armi da fuoco e sono disposti a usarle (durante la rissa nel parcheggio i colpi presumibilmente furono esplosi in aria a scopo intimidatorio).
L'annuncio di Salvini, che ha colto di sorpresa gli stessi inquirenti, arriva nel giorno in cui il ministro dell'Interno è atteso a Prato, stasera alle 21 in piazza delle Carceri, per il comizio di sostegno al candidato sindaco del centrodestra Daniele Spada.
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