Il Tirreno

Prato

verso il ballottaggio 

Biffoni, più grinta che amore «La soluzione non è la paura»

Biffoni, più grinta che amore «La soluzione non è la paura»

Il sindaco sfodera gli artigli nell’appello finale e attacca Spada e Salvini «Noi non abbiamo bisogno di qualcuno che venga a parlare al posto nostro»

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prato. «Sono orgoglioso di voi che stasera siete venuti ad ascoltare me e non un politico venuto da fuori! Noi non abbiamo bisogno del soccorso di qualcuno che venga a parlare al posto nostro, che ci dica che cosa dobbiamo dire. Noi non chiediamo il permesso a nessuno!».

È un Matteo Biffoni più grintoso del solito quello che si presenta alle 21,35 davanti a una piazza del Comune gremita da circa 2.000 persone per l’appello finale ai suoi elettori. Un Biffoni con più garra direbbero gli appassionati di calcio sudamericano. E del resto il momento lo richiede, a quattro giorni dal ballottaggio che deciderà il destino politico del sindaco.

Il candidato del centrosinistra non pronuncia mai i nomi di Daniele Spada, il suo antagonista, e di Matteo Salvini, principale sponsor politico del candidato di centrodestra atteso stasera alle 21 in piazza delle Carceri, ma è a loro che si riferisce. Al politico venuto da fuori che non sa nulla di Prato e al candidato teleguidato, lascia intendere Biffoni, messo lì dal Capitano e dal suo reggente locale, paracadutato a Prato da Piove di Sacco. La folla apprezza e rumoreggia. Solo bandiere blu notte col logo “Biffoni 19” stasera in piazza, nulla di rosso, nulla del Pd. Nessuno sembra farci caso.

Finora la campagna elettorale del sindaco era stata all’insegna di due parole: volemose bene. Tanto amore, tanto orgoglio di campanile, tanti buoni sentimenti. Ma quando il gioco si fa duro bisogna spingere un po’ sull’acceleratore e dunque i toni si alzano, come il volume della musica. «Prato è più grande di chi la vuole divisa» scandisce Biffoni 19. «Vogliono farci credere che raccontando storie alla pancia si trovino soluzioni, ma noi non abbiamo bisogno del racconto delle paure. Arrivano provocazioni, hanno sperato che ci dimenticassimo di parlare di Prato... Venite a parlare di Prato se ci riuscite» incalza rivolto evidentemente a quelli «che vengono da fuori». E si smarca dalla logica dei social: «Il nostro terreno di gioco non è un computer o un telefono cellulare, sono le piazze». Infine l’auspicio: «Se continuiamo così sono piuttosto sicuro che domenica sera saremo pronti a dare a Prato tutto l’amore che c’è». Rieccolo l’amore. Ci si aspetta che parta il pezzo di Jovanotti e invece tocca ai Killers, ai Queen (Don’t stop me now), agli U2 (Beautiful Love, ancora amore).

Il clima è di festa, si respira ottimismo. Biffoni fa salire sul palco la compagna e i due figli, un po’ assonnati vista l’ora, ma è campagna elettorale per tutti... Nessuno si azzarda a chiedergli un selfie, ormai quello è un marchio di fabbrica dell’altro schieramento. Al posto dei selfie Biffoni preferisce piegarsi sulla folla oltre le transenne, stile rockstar, e dispensa baci e abbracci a tutti.

Prima di lui avevano parlato tre dei volontari della sua campagna elettorale, Marta Logli, Michela Giorgi e Salvatore Federico, il titolare del Bar Perugia di Maliseti che era stato fischiato durante un confronto tra candidati al Politeama. «Nel 2014 io Biffoni non l’ho votato - ha detto - poi mi ha fatto cambiare idea». Biffoni 19 ora spera che siano in tanti ad aver fatto lo stesso percorso, ma per vincere gli basterebbe che gli elettori sulla carta meno motivati al ballottaggio, per esempio quelli che al primo turno hanno votato M5S, decidessero domenica di andare al mare. Intanto si cautela: «Non rispondiamo alle provocazioni, la risposta è il voto, sono le urne, toglietevi una soddisfazione». —

Paolo Nencioni

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