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Chiuso il circolo della droga dei cinesi ricchi: tre arresti - Video
L'affitto di una stanza per una sera costava 500 euro, ai quali andavano aggiunti i soldi per gli stupefacenti. Ma tra i 50 clienti c'erano anche 22 clandestini. Il proprietario del locale e il presidente dell'associazione sono italiani
PRATO. Hanno aperto un circolo privato adibito al consumo di droga. Questa l'accusa che nella serata di martedì 4 giugno ha portato in carcere tre cinesi che gestivano l'associazione culturale Xin Nian Hua in via Caduti sul lavoro a San Giusto. Le ordinanze di custodia chieste dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Carolina Dini al gip Francesco Pallini sono stati eseguiti dalla squadra mobile della polizia diretta da Gianluca Aurilia dopo un'indagine che è andata avanti da febbraio ai giorni scorsi.
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La particolarità dell'operazione è che ai tre arrestati, uno dei quali, Lin Bingzhong di 43 anni, era già stato coinvolto nell'operazione sulla cosiddetta mafia cinese China Truck e poi scarcerato, viene contestato l'articolo 79 della legge 309/90, una norma raramente applicata che punisce l'agevolazione dell'uso di droghe, cioè chi mette a disposizione un locale pubblico o un circolo privato, come in questo caso, per il consumo di stupefacenti.
I frequentatori del circolo di via Caduti sul lavoro erano tutti cinesi ricchi, perché il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, insieme al capo della Mobile, ha spiegato che per affittare una stanza nel circolo (che ne conta quattro) bisognava sborsare 500 euro, ai quali andavano aggiunti i soldi per la droga ed eventualmente per le prestazioni sessuali di giovani donne cinesi (di questo i tre non sono ancora accusati e ci sono accertamenti in corso).
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Altra particolarità dell'associazione culturale è che ha sede in locali di proprietà di un italiano e anche il presidente è un italiano, ma nessuno dei due risulta coinvolto nello spaccio di droga. La presenza di uno degli arrestati nell'operazione China Truck fa invece ritenere che lo spessore criminale del terzetto sia abbastanza elevato. Oltre a Lin Bingzhong sono finiti in carcere Weng Xile di 37 anni e Wu Xing di 28.
Per accedere al circolo, privo di qualsiasi insegna esterna, bisognava superare una selezione e la clientela era composta in prevalenza di trentenni, tutti rigorosamente cinesi. Quando la polizia ha fatto irruzione nel locale, martedì sera, erano presenti una cinquantina di persone. Ben 22 di loro risultano clandestini. E ciò nonostante erano in grado di pagare 500 euro per una stanza.
Il circolo era già stato sequestrato nel 2018, per gli stessi motivi, e anche a febbraio di quest'anno, quando fu arrestato il barista per spaccio di droga. Successivamente il presidente ha ottenuto il dissequestro del locale ma evidentemente le cose non sono cambiate. A portare la droga nel circolo (ketamina, ma anche cocaina, eroina e marijuana) era uno dei tre cinesi, che veniva chiamato all'occorrenza dagli altri due. Ma in alcuni casi i clienti si portavano la droga da casa e ne consumavano grandi quantità. La polizia calcola almeno 100 grammi a sera, complessivamente. Il circolo invece incassava almeno 1.500 euro a sera.
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