Sicurezza
I cappelli di Poggio a Caiano alla "Fête des vignerons"
La costumista Giovanna Buzzi, figlia di Gae Aulenti, si è occupata degli abiti per la manifestazione che si svolge ogni venticinque anni in Svizzera
POGGIO A CAIANO. Un viaggio che va da Poggio a Caiano fino a Vevey, in Svizzera, quello dei cappelli prodotti dall’azienda “Soprattutto…. Cappelli” e che dal 18 luglio all’11 agosto faranno parte della curatissima mise dei figuranti della Fête des Vignerons. La manifestazione, con secoli di storia alle spalle, è divenuta patrimonio immateriale dell’umanità Unesco ed è stata addirittura la prima in Svizzera ad ottenere questo riconoscimento. Nata per omaggiare le tradizioni viticole di tutta la regione tramite uno spettacolo ineguagliabile con ben 5.500 figuranti e un’incoronazione dei contadini delle vigne, la Fête avrà quindi quest'anno anche qualcosa di Poggio a Caiano.
Ma non solo. A rendere ancor più prezioso il lavoro svolto dall'azienda di via Giotto c'è il nome di una stilista che si può dire non avere bisogno di presentazioni. La Fête des Vignerons si svolge infatti una volta ogni 25 anni (una per ogni cambio generazionale, si calcola) e ciascuna edizione viene affidata ad un professionista differente perché ne curi la parte relativa ai costumi: quest’anno ad occuparsene è Giovanna Buzzi, figlia della grandissima Gae Aulenti. Nota costumista italiana, la Buzzi ha iniziato la sua attività nel Laboratorio Teatrale di Prato per poi trasferirsi a Roma. Con Daniele Finzi Pasca ha realizzato gli spettacoli di tre cerimonie olimpiche: per le Olimpiadi Invernali di Torino del 2006 e quelle di Sochi del 2012, per poi debuttare nel maggio 2016 con "Luzia", produzione del Cirque du Soleil. Senza tralasciare il fatto che nel 2017 si è aggiudicata anche il Metropolitan Fashion Awards, premio internazionale attribuito ogni anno a Los Angeles a conclusione della settimana della Moda.
E proprio Giovanna Buzzi, impegnata nella preparazione dei costumi della Fête des Vignerons di Vevey, ha contattato la “Soprattutto… Cappelli” per la produzione dei copricapo dei figuranti. «È stato un lavoro molto impegnativo – racconta Alessandra Bini, titolare dell’azienda poggese insieme a Francesco Nunziati e Alessio Pecchioli – all’inizio eravamo terrorizzati all’idea di non accontentare la stilista, ma poi la passione ha preso il sopravvento e abbiamo iniziato a divertirci davvero tanto, al punto da essere dispiaciuti una volta terminato il lavoro. E’ stata un’avventura entusiasmante e piena di soddisfazione: alle volte si pensa che avere a che fare con grandi nomi come quello della Buzzi significhi interagire con persone piene di contegno, invece lei è una donna piena di umiltà e simpatia. È venuta più volte da noi, è stato bellissimo lavorare con lei».
Paglia, stoffe, colori, è stato davvero un lavoro pieno di soddisfazione per i tre soci, che con passione hanno così dato vita ai copricapo che indosseranno grandi e piccoli per questo evento tanto atteso. «La tradizione della festa vuole che i figuranti acquistino personalmente i loro abiti, che poi vengono esposti nelle abitazioni – conclude con entusiasmo Alessandra Bini – per loro questi costumi sono un vero motivo di vanto, anche perché se consideriamo che la festa viene fatta una volta ogni 25 anni, sono cose che vengono indossate una sola volta nella vita. Per gli abitanti di Vevey sono anche un simbolo dell’antichità della famiglia e noi siamo davvero felici di aver contribuito con la nostra professionalità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
