Il Tirreno

Prato

il caso 

Compra la casa ma la ditta fallisce. Ora da sei anni attende giustizia

Pasquale Petrella
Vittoria Tancorre
◗
Vittoria Tancorre

La signora Tancorre aveva anticipato 105mila euro ma, nonostante un’ordinanza del giudice, non ha ricevuto nulla  

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PRATO. È la Giustizia civile italiana, quella dei tempi lunghi e dei diritti sospesi. Quella che anche quando ti dà ragione ti impedisce di sentirti soddisfatto perché ci sono ricorsi ed opposizioni che allungano i tempi che sono stati già lunghi per arrivare al primo grado di giudizio. Ed è per questo che per la signora Vittoria Tancorre che è già alla seconda sentenza che le dà ragione sul piano cartaceo ma non le permette di essere soddisfatta di quanto chiesto… è solo malagiustizia.

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Perché a oltre settant’anni di età, malata e con una invalidità al cento per cento, si ha la sensazione di arrivare alla morte prima di veder riconosciuto il proprio diritto per il quale si è dato vita ad un procedimento giudiziario che va avanti da sei anni e non è ancora arrivato a conclusione. L’ultima sentenza è del primo agosto dell’anno scorso: la giudice delle esecuzioni mobiliari, Elena Moretti ha condannato i signori Dario ed Umberto Mannocci, riconosciuti debitori di 267mila euro della Montemurlo costruzioni srl, già fallita, di pagare parte di quella somma, ovvero poco più di 167mila euro alla signor Vittoria Tancorre che di quella ditta è creditrice visto che nel 2012 le aveva versato 105mila euro di caparra per farsi costruire una casa sui terreni dei signori Mannocci, in via Pantano a Oste di Montemurlo.

Un appartamentino di 60 metri quadrati a piano terra e per un prezzo complessivo di 140mila euro. Casa che la Montemurlo Costruzioni non ha mai completato perché nel frattempo è fallita, e che la famiglia Mannocci ha invece fatto completare insieme ad altri sette appartamenti da un’altra impresa edile. Appartamenti che, secondo quanto sa la signora Tancorre sarebbero stati anche già tutti venduti.

Ma andiamo per ordine. È dal 2013 che la signora Tancorre chiede giustizia. Lei che vive a Torino si era innamorata della Toscana e aveva deciso di venire a vivere a Montemurlo. Qui, ospite di amici, conosce Dario Mannocci che sapendo della sua idea la informa che la Montemurlo Costruzioni avrebbe costruito otto appartamenti sul suo terreno in via Pantano e che avrebbe quindi potuto comprarne uno. La signora Tancorre pensa di aver raggiunto il suo obiettivo: vende la casa a Torino e versa subito una caparra di ben 105mila euro alla Montemurlo costruzioni. Ma dopo un anno i lavori si fermano e la ditta fallisce. La signora Tancorre chiede di rientrare di quanto anticipato, i giudici le danno ragione ma le casse della ditta che fa capo a Pierino D’Onofrio e alla moglie Tania Sorbi sono vuote. I proprietari del terreno, Dario ed Umberto Mannocci contestano i lavori fatti dalla Montemurlo Costruzioni, ritenendoli eseguiti male e, visto il fallimento, incaricano una nuova ditta di costruzione che finisce i lavori e possono così vendere gli otto appartamenti realizzati.

La signora Tancorre a questo punto, tramite l’avvocato del foro di Firenze, Massimiliano Panicucci, chiede al giudice se non ci siano gli estremi affinché siano i signori Mannocci che, di fatto si sarebbero “arricchiti” dei lavori eseguiti dalla Montemurlo Costruzioni, a dover renderle i soldi anticipati alla stessa azienda. E il giudice le ha dato ragione con l’ordinanza del primo agosto dell’anno scorso. «Ma ad oggi non ho ancora ricevuto nulla» dice la signora Tancorre. Il motivo è legato alla procedura civile per cui, nonostante la sentenza sia immediatamente esecutiva, in realtà è tutto fermo perché i signori Mannocci hanno presentato opposizione, mentre i loro immobili personali risultano pignorati.

«Abbiamo tutti ricevuto dei danni da quella impresa costruttrice che da una parte ha interrotto i lavori non rispettando i tempi concordati, e dall’altra quei pochi lavori che ha fatto li ha fatti male» aveva dichiarato Emiliano Mannocci – nipote di Dario – nel 2013, affermando inoltre che loro stessi come proprietari del terreno sul quale erano stati iniziati i lavori, erano in difficoltà sia per aver sostenuto delle spese, come ad esempio gli oneri di urbanizzazione, sia perché si sarebbero accollati le ulteriori spese per ripristinare e completare i lavori. Adesso però c’è una perizia tecnica disposta d’ufficio dalla giudice Elena Moretti che ha chiarito che Dario ed Umberto Mannocci avrebbero dovuto riconoscere 267mila euro alla Montemurlo Costruzioni e di conseguenza versarne 167mila alla signora Tancorre.

 

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