Il dolore
Tre anni e mezzo alla banda che assalì il Tir di Louis Vuitton
Condannati cinque sinti residenti nella Provincia di Roma per il colpo di fine ottobre 2016 concluso con volanti speronate e la temporanea fuga
PRATO. In trasferta dalla provincia di Roma, assalirono un Tir carico di merce firmata Louis Vuitton per un valore di mezzo milione di euro, riuscendo in seguito a sfuggire al rocambolesco inseguimento delle volanti. I cinque protagonisti di quella vicenda, tutti nomadi sinti, sono stati condannati nel processo in abbreviato a 3 anni e 4 mesi di reclusione. Quattro di loro furono arrestati il 18 maggio dello scorso anno dalla Squadra mobile della polizia con l'accusa di essere gli autori dell'assalto al Tir, che avvenne il 28 ottobre 2016 tra via Paronese e via di Gello. I poliziotti pratesi, con l'aiuto dei colleghi romani, seguirono quattro delle cinque ordinanze di custodia firmate dal gip Francesco Pallini su richiesta del sostituto procuratore Laura Canovai.
Pittoreschi i nomi degli arrestati, che hanno tra i 23 e i 37 anni. Uno si chiama Rambo Husovic, un altro Elvis Halilovic, il terzo Ianst Seferovic, il quarto Toma Halilovic. Un quinto componente della banda, poi rintracciato, è Andrea Halilovic, il più giovane di 23 anni. C’è anche un sesto componente, che non ha ancora un nome. I sei arrivarono a Prato il 27 ottobre 2016 e almeno due di loro alloggiarono all'Hotel Palace. Poi, con due Fiat Bravo, nella serata del 28 raggiunsero via Paronese, dove un membro della banda riuscì a salire su un Tir arrivato da Perugia per scaricare la partita di merce Louis Vuitton (l'autista stava cenando) e disattivò il Gps e l'allarme satellitare.
I suoi movimenti però furono notati dal custode del parcheggio, che dette l'allarme dopo aver seguito una delle due Bravo e aver visto che uno dei banditi era tornato indietro e aveva messo in moto il camion.Il mezzo pesante fu intercettato da una volante della polizia in via di Gello, in prossimità della rotonda con la Declassata, e le due Bravo che facevano da scorta tentarono di ostacolare l'intervento dei poliziotti, finendo una in un fosso e l'altra abbandonata.
In una delle due auto è stato trovato un telefono cellulare e uno scontrino che hanno dato l'avvio alle indagini. Gli inquirenti sono risaliti da un profilo Facebook all'identità dei possibili autori della rapina. Le intercettazioni telefoniche e l'esame delle telecamere dell'Obi di via Viareggio, dove i banditi avevano comprato i guanti usati per la rapina, hanno fatto il resto.
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