Il Tirreno

Prato

Assoluzioni sulla Teresa Moda, la Procura non cambia linea

Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi
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Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi

Nicolosi: "L'annullamento della condanna dei proprietari da parte della Cassazione non è un precedente che farà scuola né deve significare impunità per tutti"

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PRATO. “Rispettiamo la decisione della Cassazione e aspettiamo le motivazioni che hanno portato all’annullamento   condanna nei confronti dei proprietari. Ma la nostra linea non cambia”. Così si pronuncia il procuratore capo Giuseppe Nicolosi dopo la clamorosa sentenza della Cassazione,  che annulla la condanna a 4 anni di carcere della Corte d’appello nei confronti di Giacomo e Massimo Pellegrini, proprietari del capannone di via Toscana dove, il primo dicembre 2013, sette operai cinesi della Teresa Moda rimasero uccisi nell’incendio che scoppiò all’interno della fabbrica di confezioni.

C’è scoramento in Procura, perché con l’assoluzione dei proprietari viene messo in discussione un impianto accusatorio secondo il quale i proprietari italiani dei capannoni sono responsabili quanto i titolari cinesi delle aziende, qualora vengano disattese le norme di sicurezza, soprattutto con esisti tragici come quello della Teresa Moda o dell’analogo caso dei morti nel rogo della fabbrica realizzata nella mansarda di un’abitazione alla Tignamica. Episodio per il quale, peraltro, la proprietaria dello stabile ha patteggiato. “La sentenza della Cassazione per noi non significa mettere una pietra sopra ai casi come la Teresa Moda che si presenteranno – ha detto ancora Nicolosi  - E non andrà interpretata come una sentenza che fa scuola, che si traduce in una sorta di immunità garantita per tutti i proprietari dei capannoni dati ai cinesi”.

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