Il Tirreno

Prato

Caos in Tribunale: l'imputato rovescia il tavolo e il giudice sospende l'udienza

di Paolo Nencioni
L'ingresso del Palazzo di giustizia di Prato
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L'ingresso del Palazzo di giustizia di Prato

Vincenzo Bartolo, accusato di estorsione insieme al fratello, ha perso la testa e ha dato in escandescenze prima di essere portato in ospedale per accertamenti

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PRATO. Il pubblico ministero Laura Canovai stava concludendo la sua requisitoria, nella tarda mattinata di oggi, 8 maggio, al processo che vede imputati i fratelli Vincenzo e Silvano Bartolo, di 52 e 55 anni, accusati di estorsione ai danni di un paio di piccoli imprenditori della zona di Poggio a Caiano, quando è accaduto l'imponderabile. Vincenzo Bartolo ha cominciato a rumoreggiare, voleva dire qualcosa, ma il giudice Daniela Migliorati gli ha imposto di tacere perché non era quello il momento. L'imputato si è agitato, contenuto a stento dagli agenti della polizia penitenziaria, fino a quando non ha letteralmente rovesciato il pesante tavolo che aveva davanti.

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Nell'aula al secondo piano del Palazzo di giustizia è scoppiato il putiferio. Gli agenti della penitenziaria sono riusciti a fatica a immobilizzare l'imputato che aveva perso la testa, mentre il giudice si è visto costretto a sospendere l'udienza e qualcuno ha fatto intervenire un'ambulanza. Vincenzo Bartolo è stato portato in una stanza attigua a quella dove si teneva l'udienza e visitato dalla dottoressa dell'ambulanza. I suoi legali, Costanza Malerba e Federico Febbo, hanno fatto presente ai sanitari che il loro assistito, diabetico e cardiopatico, non aveva preso l'insulina. La dottoressa ha spiegato che questo può provocare improvvisi sbalzi di umore, come quello capitato in aula, e ha deciso di farlo visitare in ospedale per escludere complicazioni. Vincenzo Bartolo è detenuto alla Dogaia da quando, alla fine di aprile dell'anno scorso, evase dagli arresti domiciliari e il giudice per le indagini preliminari ripristinò la custodia cautelare in carcere.

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