Il Tirreno

Prato

Ecografia? Ripassi tra cinque mesi: "Pensavo fosse uno scherzo"

di Martina Trivigno
Un ecografo (archivio)
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Un ecografo (archivio)

Prato, all’ottantenne viene spiegato che il primo appuntamento utile sarà soltanto il 24 settembre prossimo all’Istituto diagnostico “Santo Stefano” di Vaiano

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PRATO. «Quando me lo hanno detto, pensavo si trattasse di uno scherzo. Invece no. Ci vogliono davvero cinque mesi soltanto per fare un’ecografia alla spalla. Ma come è possibile? Smettessero allora, il presidente della Regione Enrico Rossi e l’assessore Stefania Saccardi di dire che la sanità toscana è un fiore all’occhiello. Perché episodi come questo, purtroppo, danno l’idea di quanto ancora siamo indietro sul fronte della sanità pubblica».

Roberto Baglini, 80 anni, è arrabbiato. Ma soprattutto amareggiato. Da tempo, ormai, ha un forte dolore alla spalla destra e ha deciso, d’accordo con il suo medico curante, di fare alcuni esami specialistici per capirne le cause. «Prima il dottore mi ha prescritto una radiografia – spiega Baglini – ma non essendo risolutiva, ha proseguito con altri due esami, chiedendomi di fare o una risonanza magnetica oppure un esame ecografico per un quesito diagnostico su alcune calcificazioni ai tendini. Le liste d’attesa per la risonanza – sottolinea – erano già chiuse. Così non ho avuto altra scelta se non l’ecografia».

Il signor Baglini, allora, con la ricetta alla mano, si attiva immediatamente per prendere l’appuntamento ed è qui che riceve la brutta sorpresa, che lo getta nello sconforto più totale. «Immaginavo trascorresse qualche giorno prima di riuscire a farlo – commenta l’anziano – ma non certo così tanto».

 All’ottantenne, infatti, viene spiegato che il primo appuntamento utile sarà soltanto tra cinque mesi (il 24 settembre prossimo, per la precisione) all’Istituto diagnostico “Santo Stefano” di Vaiano. «All’inizio sentivo un po’ di dolore – prosegue – ma adesso non riesco più neppure a muovere il braccio. E per le infiltrazioni antalgiche, che servono a lenire il dolore, devo pagare un ticket di 16 euro. Come posso aspettare cinque mesi? Se a questo aggiungiamo la mia età avanzata e la pensione poco più che minima, la rabbia non può che aumentare. Infatti i soldi o li spendo per mangiare oppure per curarmi. Non mi resta nulla, in fondo al mese».

«Mi domando – conclude Baglini – se sia giusto, per un ottantenne così come per chiunque altro, dover aspettare cinque mesi per fare un’ecografia. Se ci meritiamo tutta questa inutile attesa per diagnosticare un problema».

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