Il Tirreno

Prato

È morto il mecenate Loriano Bertini

Riccardo Tempestini
Loriano Bertini
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Loriano Bertini

Industriale tessile, è stato uno dei maggiori collezionisti d’arte italiani. Il ricordo dell’amico Giuliano Gori. Aveva 89 anni

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PRATO. «Un collezionista atipico, unico al mondo». CosìCosì Giuliano Gori, patron della Fattoria di Celle a Santomato di Pistoia, in ricordo dell’amico Loriano Bertini, morto ieri dopo una lunga malattia. Coetanei, entrambi nati nel 1930, aveva in comune la stessa grande passione per l’arte, ma «Loriano era un collezionista molto particolare, perchè quando aveva raccolto il massimo, abbandonava tutto e si dedicava ad un altro ambito» continua Giuliano Gori, ricordando altri episodi della lunga amicizia, come quando riuscirono a convincere Henry Moore a venire a Prato per la celebre scultura in piazza San Marco.

Insieme hanno contribuito alla nascita del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, come soci fondatori, cos’ come insieme hanno promosso l’ultima grande mostra delle 200 opere provenienti dalla collezione di Loriano Bertini, nel 2013 a palazzo Sozzifanti di Pistoia. In questa spazio erano allestite piccole sculture, una delle ultime “passioni” di Bertini, che aveva cominciato negli anni ’60 collezionando disegni antichi di grandi maestri italiani, come Michelangelo. Poi Loriano si era dedicato alle maiolica, alcune centinaia di pezzi, bellissime e ammirate soprattutto dalle amiche, impossibili da tenere tutte nelle stanze della villa di via Firenze, dove ha abitato tanti anni prima di trasferirsi in un grande appartamento in piazza della stazione.

E ora le ceramiche più belle sono allestite nel museo di Montelupo a cui furono donate. E così Loriano passò a collezionare opere grafiche e tecniche miste raffiguranti panorami di Firenze realizzati fra il XV e il XIX secolo; ma la sua più grande passione fu la raccolta di edizioni d’arte e libri d'artista , considerata la collezione più importante del panorama internazionale , ma anche la più significativa acquisizione di questo genere effettuata dallo Stato italiano. La collezione, formata nell’arco di trent’anni, è costituita da edizioni d’arte, cartelle di incisioni, libri d'artista e libri-oggetto, documentando in maniera pressoché completa il rapporto fra i principali movimenti artistici del Novecento e il libro.

Sono circa 4,300 pezzi, quasi tutti in tiratura limitata con incisioni originali eseguite nelle varie tecniche ed edite in Italia e all’estero fra il 1890 e il 1999, ora visibile nella Biblioteca nazionale di Firenze. Ma va ricordato anche il contributo di Loriano Bertini, imprenditore tesile con azienda a Calenzano, alla nascita del Museo del tessuto di Prato nel 1975, presso l'Istituto Tecnico Industriale Tullio Buzzi, a cui donò una rarissima collezione di tessuti antichi, che ora sono allestiti nelle teche nella sede del Museo del tessuto in via santa Chiara. Prima di chiudere vanno ricordati i 300.000 fra abeti, pini, larici fatti piantare da Loriano Bertini sulla collina Monte San Michele, nella campagna toscana, su un terreno poi venduto al comune di Greve in Chianti per un parco pubblico.

 

 

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