Lutto
Diciannovenne travolto e ucciso, l'investitore avrà uno "sconto"
La Cassazione ha rimesso gli atti alla Corte d'appello escludendo l'ipotesi della fuga dopo l'incidente mortale
PRATO. La Corte di Cassazione era chiamata a confermare o ad annullare la condanna a due anni e due mesi inflitta al marocchino Habib Aznagh, ritenuto responsabile dell’investimento che costò la vita al diciannovenne Gianluca Ravidà, un ragazzo originario di Foggia (la cui famiglia è assistita dall’avvocato Luca Brachi) che fu travolto da un’auto il 3 gennaio 2015 in via Valentini, ma i giudici hanno rimandato indietro gli atti alla Corte d’appello di Firenze perché la pena venga rideterminata.
Secondo la Cassazione è provato che si sia trattato di un omicidio colposo, ma non ci sarebbero le prove per la seconda accusa che veniva mossa nei confronti del marocchino, cioè l’omissione di soccorso. L’uomo in effetti, quando fu rintracciato, disse di essersi soffermato e di aver assistito anche ai soccorsi dell’ambulanza. Solo a quel punto si sarebbe allontanato senza dire che c’era lui alla guida dell’auto. La Corte d’appello dovrà dunque rideterminare la pena facendo un piccolo “sconto”.
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