Sicurezza
25 Aprile, contestata la prefetta di Prato - Video
Dalla folla si sono levate urla, fischi e richieste di dimissioni all'indirizzo di Rosalba Scialla per aver deciso, insieme al questore, di autorizzare la manifestazione di Forza Nuova il 23 marzo. La Digos sequestra alcuni cartelli. Il candidato sindaco Spada condanna la protesta
PRATO. Il prefetto di Prato Rosalba Scialla è stata contestata sonoramente da una parte dei presenti in piazza delle Carceri durante la commemorazione del 74° anniversario della Liberazione. Quando la speaker ha annunciato il nome del prefetto, dalla folla si sono levate urla e fischi e richieste di dimissioni.
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Il prefetto è stato contestato per aver deciso, insieme al questore Alessio Cesareo, di autorizzare la manifestazione dello scorso 23 marzo durante la quale Forza Nuova ha celebrato il centenario della fondazione dei Fasci di combattimento. Una decisione che ebbe l'effetto di compattare il fronte antifascista, capace di mettere in piedi in pochi giorni una contro manifestazione con migliaia di persone provenienti da tutta la Toscana.
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Le contestazioni di oggi sono partite in particolare dal gruppo di manifestanti che si riconoscono nell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani italiani, che non ha digerito l'autorizzazione concessa alla manifestazione di Forza Nuova. All'inizio l'idea dei militanti era quella di uscire dalla piazza quando fossero stati annunciati i nomi del prefetto e del questore, poi hanno optato per la contestazione plateale. La Digos della polizia ha sequestrato alcuni dei cartelli esposti dai manifestanti e ha identificato alcuni di loro, tra cui un paio di candidati alle prossime elezioni comunali.
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“Vergognoso e inaccettabile contestare e offendere una rappresentante delle Istituzioni, ancor più grave se lo si fa durante una importante celebrazione ufficiale come il 25 aprile - ha commentato Daniele Spada, candidato sindaco per la coalizione di centrodestra - Evidentemente questo manipolo di persone fuori dalla storia ha una concezione deviata della libertà, della democrazia e del rispetto dello Stato. Agitatori che soffiano sul fuoco delle divisioni ideologiche per alimentare tensioni di cui a Prato non abbiamo bisogno”.
“Probabilmente sono le stesse frange estremistiche che il mese scorso hanno provocato tafferugli in occasione della manifestazione di Forza Nuova, autorizzata dal Prefetto. Una decisione che questi maestri di democrazia non hanno digerito, riversando oggi la loro rabbia e le loro ingiurie contro la dottoressa Scialla, a cui va la mia solidarietà. Azioni violente e offensive estranee alla tradizione civile e democratica di Prato”, conclude Spada.
"Forse Spada era in un'altra piazza e ha visto altre cose - replica la presidente dell'Anpi Angela Riviello - La ferita del 23 marzo è ancora aperta, anche perché da parte della Prefettura non c'è stato alcun contatto, alcuna spiegazione. Ci siamo sentiti non ascoltati e qualcuno si è voluto far sentire, in piazza, con una contestazione che è uno strumento democratico. E' stato espresso tutto il dispiacere per quello che è successo il 23 marzo, tutto qui".
Di tutt'altro genere il commento del deputato di Forza Italia Giorgio Silli, che non era presente alla celebrazione: "Il prefetto viene fischiato mentre serve lo Stato, in un giorno di festa, durante l’inno nazionale, non certamente da gente di centro destra. Il sindaco e le altre cariche istituzionali targate Pd si guardano bene dal chiedere un comportamento più opportuno alle teste calde come se il colore e il proprio pensiero politico venisse prima del rispetto istituzionale e della Repubblica stessa. Non ho altro da aggiungere, fra poco si vota, fate voi".
"Credo ci siano modi e modi di contestare una posizione che si ritiene inaccettabile, come quella sostenuta dalla prefetta - ha commentato il sindaco Matteo Biffoni - Per quanto io ritenga che l'apologia del fascismo sia un reato che sarebbe anche il momento di punire come legge comanda, insisto, punire come legge comanda, credo sia stato molto più efficace e costruttivo il modo di far valere un principio che abbiamo scelto il 23 marzo, riempiendo quella piazza bellissima e pacifica. Credo anche che la musica di quella piazza sia tuttora più forte dei fischi sentiti oggi".
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