Lutto
Evasione a più di 27 milioni, ma la metà sono già in cassa
Negli ultimi tre anni Sori è riuscita a recuperare l’80 per cento dell’Imu non pagata. La società è cresciuta con l’ultimo ingresso di Quarrata la scorsa settimana
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Più di 27 milioni di tasse locali evase od eluse nell’ultimo triennio, la metà dei quali già riscossi da Sori attraverso i famigerati accertamenti . Fra le risorse già riscosse e recuperate ai bilanci, l’80% riguarda l’Imu. Più nel dettaglio, sono stati accertati e recuperati oltre 8 milioni e 300 mila nel 2016, 9 milioni e 188 mila nel 2017 (10% in più dell’anno precedente), e più di 9 milioni e 800 mila nel 2018 (con un aumento del 7% rispetto al 2017).
Solleciti entro sei mesi
Nell’ultimo triennio la lotta all’evasione e all’elusione ha prodotto risultati migliori grazie anche all’accorciamento dei tempi degli accertamento. Per la Tari non pagata i solleciti adesso arrivano entro sei mesi (prima dopo due anni), le multe sono passate da tre a un anno. L’andamento in progressione esponenziale si conferma a Montemurlo, dove nel triennio si registrano accertamenti per 3 milioni e 280 mila euro: 734 mila nel 2016, oltre 1 milione nel 2017 (con un aumento percentuale del 31%), e 1 milione e 485 mila euro nel 2018 (+40%).
Quarrata entra in Sori
Un triennio all’insegna della crescita per Sori, la società per la gestione dei tributi locali che vede nella sua compagine associativa i Comuni di Prato, Montemurlo, Carmignano e Quarrata (che ha fatto il suo ingresso proprio la scorsa settimana). Sono aumentati i servizi erogati alle amministrazioni locali e ai cittadini ma anche i risultati sia sul fronte dell’accertamento che della riscossione. Ieri mattina il presidente Alessandro Michelozzi e il direttore Enrico Cecchin, nel corso dell’assemblea dei soci, hanno tirato le somme della gestione 2016-2018. L’assemblea ha dato il via libera al bilancio consuntivo 2018 e ha provveduto a nominare il nuovo consiglio di amministrazione. Confermati tutti i componenti: Alessandro Michelozzi, Donatella Cicali e Alessandro Santi Spagnesi. E proprio Michelozzi lancia un appello alla Regione. «Abbiamo dimostrato che questo tipo di modello aziendale di società in house funziona ed è efficace, a Prato come a Pisa – afferma – Potrebbe essere un’opportunità assolutamente positiva anche per la gestione dei tributi regionali».
I numeri della Sori
Intanto sono diminuiti i costi di gestione aziendale passando dai 4 milioni e 100 mila euro del 2016 ai 3 milioni e 374 mila euro del 2018, una contrazione legata prima di tutto a risparmi sulle spese postali. Evoluzione positiva anche sul fronte della riscossione delle entrate tributarie - e non solo - dei Comuni soci. Cifre importanti per Prato dove nel triennio sono stati riscossi tributi vari per oltre 40 milioni di euro. Circa 11 milioni nel 2016, oltre tredici milioni nel 2017 (+20%), e quasi 16 milioni nel 2018 (con un aumento percentuale del 21%). Andamento in progressione anche a Montemurlo dove sono state riscossi 2 milioni e 689 mila euro: 710 mila nel 2016; 960 mila nel 2017 (+35%) e oltre 1 milione nel 2018. Dal gennaio 2017 Sori si è trasferita nella nuova sede di piazza S. Francesco, aumentando il servizio di front office (orario 9-16, tutti i giorni).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
