Il Tirreno

Prato

Il grande punto interrogativo umano realizzato dall'artista Tiravanja

di Riccardo Tempestini
Il grande punto interrogativo umano realizzato in piazza Santa Maria delle Carceri realizzato dall'artista Rirkrit Tiravanja
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Il grande punto interrogativo umano realizzato in piazza Santa Maria delle Carceri realizzato dall'artista Rirkrit Tiravanja

Prato, esposta al Centro Pecci una delle opere dell'artista noto internazionalmente per il coinvolgimento attivo del pubblico nei suoi progetti

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PRATO. “Due mostre anomale, con opere d’arte non tradizionali , per un approccio inclusivo ,così da richiamare il pubblico a partecipare “ Così la direttrice del Centro Pecci Cristana Perrella, alla presentazione di “ Domani è la questione “ e “Wiltshire Before Christ” dal 19 aprile al 23 giugno nelle sale del museo pratese. Nella prima l’argentino Rirkrit Tiravanija , noto per le opere della vita reale portate dentro gli spazi dell’arte per coinvolgere i visitatori, com’è accaduto nella Messeplatz ad Art Basel 2015 ,presenta tre installazioni , due all’interno, riattivando “Ping Pong Society”, il progetto dell'artista slovacco Július Koller , con tavoli da ping-pong , prestati dalla Federazione italiana tennis da tavolo, con la scritta: “domani è la questione , invita i visitatori a giocare, con grande aspettativa per la comunità cinese presente in città, visto che è uno degli sport più praticati nel loro paese.

Sempre all’interno, da un’altra opera di Koller anche il secondo lavoro scelto da Tiravanija, “Untitled , Remember JK, Universal Futurological Question Mark U. F. O.”, una fotografia di una sessantina di pratesi ,disposti a formare un grande punto interrogativo, scattata dala fotografa polacca Ela Bialkowska una settimana fa in piazza delle Carceri . Completa l’intervento di Tiravanija , una grande bandiera che sventola sulla collinetta davanti all’entrata del museo, su cui è scritto “ la paura mangia l’anima”. La curatrice della mostra è Camilla Mozzato, convinta che la città risponderà con favore all’invito dell’artista e del museo ad un coinvolgimento diretto nelle opere, com’è accaduto per la foto in piazza delle Carceri.

Nella seconda mostra, “Wiltshire Before Christ “ realizzata dalla collaborazione tra l’artista Jeremy Deller, il marchio di streetwear Aries e il fotografo di moda David Sims viene presentato nelle sale del museo una complessa ricerca partendo dal sito preistorico più celebre e misterioso del mondo: Stonehenge, nel Wiltshire (UK), risalente in parte al 3.000 a.C, diventato una meta preferita del turismo di massa. Per il progetto Deller ha realizzato video, installazioni e, su stimolo di Sofia Prantera del marchio Aries, oggetti e capi d’abbigliamento ispirati all’archeologia, presentati in mostra come reperti di un tempo remoto.

Gli scatti di David Sims per vedere Stonehenge e Avebury come set di uno shooting di moda, riprodotti in mostra su grandi light box. La mostra è accompagnata da una pubblicazione, una vera e propria guida dei siti neolitici della Gran Bretagna, con un’introduzione del celebre archeologo Julian Richards e le mappe aeree dei siti, insieme alle immagini di antichi manufatti locali e alle fotografie scattate da David Sims.

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