Sicurezza
Tessuti e filati trascinano in alto l’export
Grossi (Confindustria): "A guardare i numeri pratesi c’è da essere soddisfatti ma il futuro è incerto, costi e dazi Usa spaventano"
PRATO. Bene le esportazioni nel manifatturiero nel 4° trimestre dell’anno scorso. L’aumento è stato del +1,7%, chiudendo l'anno a quota 2,61 miliardi (+1,1% rispetto al 2017). L’81,1% delle esportazioni provinciali è composto da prodotti del tessile-abbigliamento, per un totale di 2,14 miliardi di euro, in aumento del +2,4% nel 4° trimestre 2018 e del +0,8% nel 2018 sul 2017.
Futuro incerto
«Fermandosi ai numeri in sé e per sé e ragionando soprattutto in ottica annuale dovremmo essere non solo sereni ma per molti aspetti più che soddisfatti». Questo il commento del presidente di Giulio Grossi, Confindustria Toscana Nord, sui dati della congiuntura relativi all’export. «Anche nel 2018 il distretto tessile pratese è stato il primo esportatore nazionale in valori di tessuti, seguito da Biella – prosegue Grossi – il primo esportatore di prodotti tessili come tessuti a maglia e speciali, seguito da Milano, e il secondo dopo Biella per esportazioni di filati: primati importanti, che danno la misura di quanto il distretto sta lavorando per mantenere alto il proprio profilo. Ma anche sul tessile-abbigliamento gravano delle incognite». Grossi accenna ai costi per materie prime ed energia e i principali Paesi di sbocco, Germania e Francia, che segnano il passo. «E i nuovi mercati in potenziale crescita risentono del rallentamento dell’economia globale. Il tessile-abbigliamento è fra i settori che potrebbero essere colpiti dai dazi Usa, con effetti a ora non prevedibili; per tutti, inoltre, rimane in corso la partita della Brexit».
Bene Tessuti e filati
Il singolo prodotto più rilevante per il distretto sono i tessuti con 817,1 milioni di euro esportati nel 2018; nell’ultimo trimestre le esportazioni di tessuti si sono stabilizzate, con una variazione del +0,5% rispetto allo stesso periodo 2017, chiudendo l’anno al +1,6%, con una media superiore di poco a quella italiana. Seguono con 487,2 milioni di euro gli altri prodotti tessili), che nel 4° trimestre sperimentano una caduta delle vendite all’estero (-9,8% rispetto allo stesso periodo 2017). Molto bene i filati (+5,9%, 273,8 milioni di euro esportati, +5,0% il tendenziale 2018 sul 2017), facendo meglio della media italiana (+3,8%).
Germania ok, male Usa
Nel 2018 il distretto tessile pratese ha venduto per la maggior parte in Germania (12% del totale, 188, 5 milioni), che, anche se diminuisce del -5,7% rispetto al 2017, rimane il primo mercato di riferimento del tessile. Seconda la Spagna, terza la Romania. In crescita, anche se con contributi intorno al 4%, Cina e Turchia, mentre gli USA diminuiscono (-2,1%).
L’abbigliamento
L’abbigliamento e maglieria hanno viaggiato nel 2018 a due velocità (cresce il primo, frena la seconda). Brillante, invece, il meccanotessile.
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