Sicurezza
Artigiani e commercianti ai candidati: «Meno tasse»
Prato, Rete imprese presenta un documento di 15 pagine nel quale si chiedono più infrastrutture (alta velocità) e una maggiore attenzione al centro storico
PRATO. «Noi non c’eravamo: questo l’ha fatto chi c’era prima». Alzi la mano chi non ha mai sentito pronunciare questa frase da un amministratore locale. Molte delle mani che rimarranno giù sono di artigiani e commercianti. «Ecco, noi non vogliamo più sentire queste parole – sottolinea Luca Giusti, presidente di Confartigianato Prato – Chi vince le elezioni non trovi giustificazioni per cose fatte da altri. Serve responsabilità».
“Noi” è Rete Imprese Prato, che raggruppa Cna e Confartigianato, Confesercenti e Confcommercio. E che dà voce a 15.000 imprese del territorio. Una voce unica per i sei candidati sindaci in corsa, mettendo sul piatto una serie di richieste ben precise per chi si appresta a governare la città. «Chiediamo al nuovo sindaco di rimettere la piccola impresa al centro delle politiche locali», auspica Mauro Lassi, presidente di turno di Rete Imprese. Un documento di 15 pagine che racchiude una serie di temi cari alle imprese, dalle infrastrutture al rilancio del commercio, dallo sviluppo turistico alla semplificazione passando per il fisco e la sicurezza.
Infrastrutture. Gli imprenditori battono sul tasto dei trasporti e collegamenti. «Occorre negoziare con i gestori dell’alta velocità ferroviaria nuovi collegamenti verso Milano e Roma – chiede Elena Calabria, presidente di Cna Toscana Centro – migliorare il trasporto pubblico collegandolo in maniera integrata al sistema dei trasporti d’area metropolitana, regionale e nazionale». E ancora, più investimenti sui trasporti pubblici per raggiungere gli aeroporti di Firenze e Pisa. Occhi puntati sulle infrastrutture di tipo immateriale: ben venga dunque proseguire con la sperimentazione del 5G.
Centro storico. In principio furono la riqualificazione di piazza Ciardi e quella di piazza San Niccolò che hanno avuto un restyling durante la giunta Biffoni. Stop. Le associazioni chiedono un impegno sul rilancio di altre piazze come San Francesco e Mercatale. «Auspichiamo un vero e proprio piano di innovazione nell’arredo urbano – dicono – una revisione generale dei parcheggi con tariffari agevolati per le imprese dentro le mura». Altro capitolo è quello del turismo: in particolare, viene chiesto di destinare gli incassi della tassa di soggiorno per attività legate alla promozione turistica
. «Occorre rendere il nostro territorio più appetibile – è l’auspicio di Tommaso Gei, vicepresidente di Confcommercio – favorendo l’apertura di attività commerciali e artigianato di qualità».
Fisco. Vietato aumentare le tariffe locali. E, nonostante la sforbiciata della Tari sia stata più drastica per alcune categorie del commercio (ristorazione), secondo Confcommercio, «manca ancora la corrispondenza fra la quantità del rifiuto prodotto e la tariffa pagata». E per Confartigianato la semplificazione della macchina comunale diventa un imperativo.
«Occorre armonizzare i regolamenti comunali fra comuni limitrofi», ribadisce Giusti.
I numeri. Il 2018 s’è archiviato col segno meno per l’anagrafe delle aziende, motivo per cui Rete Imprese parla di “dinamica stagnante”: ne risultano 28.841 iscritte al 31 dicembre, 17 in meno rispetto alla fine del 2017.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
