Sicurezza
Pace fiscale, Prato verso l'adesione alla sanatoria, Pistoia è incerta
I Comuni devono decidere sulla rottamazione di multe e tasse locali che non sono state pagate dal 2000 al 2017. Empoli prende tempo
PRATO. E pace fiscale sia. Anche per i Comuni che non si affidano all’ex Equitalia per la riscossione di multe e vecchie cartelle esattoriali: uno di questi, in Toscana, è quello di Prato, cinquemila realtà in tutta Italia. Il decreto Crescita approvato venerdì dal consiglio dei ministri è una manna dal cielo per i contribuenti che non hanno pagato fra il 2000 e il 2017 multe stradali, Imu, Irap, Tari, Tasi: la rottamazione ter (dopo quella del 2017 e del 2018) viene estesa anche a Comuni, Regioni, Province, città metropolitane, senza sanzioni o interessi.
Prato e Pistoia: delibere ad hoc. Se le amministrazioni di Montecatini Terme ed Empoli non dovranno deliberare l’adesione alla sanatoria, interessati di default dalla definizione agevolata (come si chiama tecnicamente l’istituto della rottamazione) in quanto dipendenti dall’ex Equitalia, quelle di Prato e Pistoia invece avranno bisogno di una delibera del consiglio comunale per sfruttare questa possibilità. Opportunità già sfruttata dalla giunta Biffoni nelle pieghe delle prime due sanatorie dei governi Renzi e Gentiloni (2017 e 2018). «Se va nella direzione delle precedenti definizioni agevolate, perché non aderire? Si tratta di un modo per andare incontro ai cittadini – fa notare Monia Faltoni, assessora al bilancio del comune di Prato – Bisogna però capire meglio i termini del nuovo provvedimento. In base alle rottamazioni precedenti, i contribuenti dovevano comunque pagare tutta la tassa con lo sconto relativo agli interessi: l’annullamento totale delle cartelle violerebbe le norme di legge».
L’ultima volta il Comune di Prato, che si appoggia alla società partecipata Sori, era riuscito a recuperare circa 7 milioni fra multe stradali, violazioni su Ici, Imu, Tari grazie al “condono” scaduto il 31 luglio 2018, circa un terzo del totale del non riscosso. Anche il Comune di Pistoia dovrà decidere se aderire o no alla sanatoria visto che gestisce in proprio la riscossione coattiva delle entrate tributarie, patrimoniali e sanzioni al codice della strada. «Occorre prima approfondire la norma, in passato l’amministrazione non si era mai avvalsa dell’istituto della definizione agevolata», dicono da palazzo di Giano.
I tempi. C’è dunque una rottamazione “locale”, extra Equitalia, che riguardava e riguarderà (grazie al decreto Crescita) anche le realtà di enti locali che gestiscono la riscossione in proprio o attraverso società esterne. I Comuni interessati ad aderire dovranno farlo entro 60 giorni adottando una delibera che indichi per quali entrate e per quali anni sarà possibile la rottamazione (le cartelle del 2000, le più vecchie, in molti casi sono state estinte).
Empoli prende tempo. Si appoggiano all’ex Equitalia (ora denominata Agenzia delle entrate–riscossione) i Comuni di Empoli e Montecatini Terme. E sul nuovo decreto prende tempo l’amministrazione empolese
. «Siamo in attesa di leggere il provvedimento – sottolinea l’assessore al bilancio Andrea Taddei – Abbiamo un’ottima cassa e la nuova agenzia ha un aggio più basso rispetto al passato. Soprattutto sull’Imu abbiamo fatto un buon lavoro di recupero». Nel 2018 sono rientrati in cassa 2,1 milioni di euro su un dovuto di circa 9 milioni di euro.
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