Finanza
Spada si presenta: "Liberiamo Prato"
Prima uscita ufficiale del candidato sindaco della coalizione di centrodestra. In prima fila Rita Pieri, che gli ha conteso il posto fino all'ultimo
PRATO. "I cinesi? Sono una parte importante di questa città. Portano questioni negative e questioni positive: le prime sono da contrastare, le seconde da potenziare". E la mafia cinese, secondo Daniele Spada, è fra le piaghe da stroncare d’intesa col ministro Salvini. Per essere la prima uscita ufficiale del candidato leghista del centrodestra, i toni usati ai piedi del Bacchino nella mattinata del 6 aprile erano piuttosto moderati. Più che mostrare i muscoli del leghista estremo Spada ha sfoggiato l'indole del democristiano di razza, quella dell’ex forzista riconvertito alla Lega dopo una latitanza dalla politica durata dieci anni.
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"Qui si parla all’aperto, senza microfono: quello che c’è da dire è per tutti". il funzionario della Confcommercio, 46 anni e padre di due figli, si presenta. "Sei anni fa fui licenziato a 40 anni, ritrovandomi con una famiglia da mantenere. Come capita a tante persone. Misi in piedi un’associazione di commercianti, si chiamava Ali. L’ho fatto grazie all'amore per la città e al sostegno di chi ama Prato. Ci dicono che siamo arrabbiati e che protestiamo: è vero. I pratesi non ne possono più".
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L’avversario di Matteo Biffoni era spalleggiato dagli stati generali del centrodestra pratese che ha scomodato i suoi pezzi da novanta, quelli che contano in Parlamento: al tavolo erano seduti i deputati azzurri Giorgio Silli ed Erica Mazzetti (che è anche coordinatrice provinciale), il senatore Patrizio La Pietra e il deputato Giovanni Donzelli (Fratelli d’Italia). E poi il coordinatore pratese del Carroccio (Andrea Recaldin) e quello regionale del partito di Giorgia Meloni (Francesco Torselli). E’ arrivata anche Rita Pieri, convitata di pietra: l’ex aspirante nella corsa a palazzo comunale s’è seduta in prima fila, indossando un cappotto celeste. Bando alle divisioni: la parola d'ordine del centrodestra è “uniti si vince” per "liberare" Prato.
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