Lutto
Ammanco di cassa all'Essegiemme: imputato assolto dopo 12 anni
Cade in appello l’accusa nei confronti di un ex dipendente che era stato anche licenziato dalla società
PRATO. Accusato di aver sottratto alcune centinaia di euro dalla biglietteria di Porta al Serraglio dell’Essegiemme, un ex dipendente della società che si occupava dei parcheggi e della vendita dei biglietti ferroviari perse il lavoro e poi fu condannato a un anno e sei mesi per peculato, ma ora la Corte d’appello di Firenze lo ha assolto. Dopo 12 anni. È la storia di Stefano Bongini, che nel 2007 fu indicato come il responsabile degli ammanchi nella cassa dell’Essegiemme.
Già nel corso del processo di primo grado, che si concluse nel maggio 2011, l’avvocato Alberto Rocca, difensore di Bongini, si era battuto fino all’ultimo per dimostrare la completa infondatezza delle accuse mosse al suo assistito. In particolare il legale si è era soffermato sulla mancanza di riscontri tecnici della possibile manipolazione del software che registra i movimenti della cassa. Il difensore inoltre rimarcò il fatto che l’accusa poggiava sulla testimonianza di un’unica persona. A denunciare la sottrazione di denaro dalla cassa fu una dipendente dell’Essegiemme che segnalò l’accaduto ai suoi superiori. Dopo una verifica col dipendente l’ Essegiemme decise di procedere al suo licenziamento e il ricorso al giudice del lavorovenne respinto. Stefano Bongini era accusato anche di un presunto ammanco di una somma di denaro relativa ai biglietti ferroviari (vendita all’epoca gestita sempre da Essegiemme). Da questa accusa però l’ex dipendente della società pratese è stato assolto. Durante il processo fu chiamato a testimoniare anche l’ex presidente del cda di Essegiemme, Adriano Benigni. La vicenda delle presunte irregolarità contabili delle due biglietterie fu poi oggetto anche di un’interrogazione della Lega Nord in consiglio comunale.
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